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Via i voti meglio le emoticon, la scuola sempre più banale e vuota. Lettera

Inviata da Mario Bocola – L’ultima trovata di una scuola che non fa più scuola. In via sperimentale in alcune realtà scolastiche i voti in pagella non saranno più espressi in cifre numeriche, ma addirittura con le emoticon.

Le simpatiche faccine che ogni giorno gli adolescenti si scambiano su whatsApp hanno sostituito i voti numerici. Le emoticon ovviamente
tranquillizzano molto gli alunni soprattutto quando prendono un brutto voto. Quindi mentre il voto potrebbe traumatizzare l’alunno la faccina allegra o meno delle emoticon avrebbe un effetto rassicurante sull’alunno e gli permetterebbe di affrontare meglio dal punto di vista psicologico una verifica scritta oppure.

L’esperimento ovviamente riguarda soprattutto gli alunni che si trovano nel pieno dell’età adolescenziale dai 4 ai 14 anni, considerati i più vulnerabili ad eventuali valutazioni non decisamente positive. Fatto sta che in questo modo gli adolescenti non crescono più, non riescono più a capire il valore della scuola e della reale valutazione e in più non sapranno prendere coscienza del significato della vittoria e della sconfitta perché
non verrà più loro data una valutazione numerica secca e precisa, ma questa sarà edulcorata o meglio inzuccherata da una semplice emoticon con una faccina allegra, seria e triste.

Già nella scuola i voti vanno dal 4 al 10 e i quattro poi miracolosamente
nello scrutinio finale passano a 6, ora, invece, li facciamo scomparire addirittura dalla pagella sostituendoli con le emoticon. Quanto è lontana la scuola di ieri, dove il voto numerico fortemente negativo aveva il suo peso e il suo valore pedagogico ed educativo e spronava l’alunno ad impegnarsi sempre di più creando una sorta di sana e giusta competizione con i compagni di classe e l’alunno stesso si poneva in competizione con se stesso con orgoglio, sudore e sacrificio, perché il voto meritato
aveva la sua forte valenza pedagogica. Ora, invece, siamo addirittura arrivati alla fine del voto numerico per sostituirlo con le emoticon che rasserenano l’alunno.

Così, purtroppo, non si cresce, si resta eterni fanciulli e non si prende contezza della dura realtà della vita dove le cose sono ben diverse e le difficoltà spesso spigolose e insormontabili. La scuola dell’ultima generazione è, purtroppo, composta di alunni molto fragili psicologicamente che non riescono a superare le difficoltà e crollano. E
allora via ai voti e voilà alle faccine delle emoticon per i nativi digitali.

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