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UIL Puglia. Solo il 22% dei nuovi docenti saranno destinati al Sud

di redazione

UIL Puglia – “Purtroppo i nostri timori della vigilia sono stati confermati: ancora una volta il Ministero si dimentica della scuola meridionale, trattandola come l’ultima delle Cenerentole.

Solo il 22% delle nuove immissioni in ruolo nel corpo docente, infatti, saranno destinate al Mezzogiorno (contro il 59% al Nord), con buona pace di studenti e famiglie che pagheranno il conto salato di un sistema scolastico che sarà costretto a fare le nozze con i fichi secchi, a discapito della qualità dell’offerta formativa, senza personale né strumenti per affrontare una situazione già critica e un tasso di dispersione scolastica in costante aumento”.

Sono le amare considerazioni di Gianni Verga, Segretario generale della UIL Scuola Puglia.

“Il numero risicatissimo di nuovi docenti immessi in ruolo nelle scuole meridionali – continua Verga – non permetterà di colmare neanche lontanamente il deficit attuale. Basti pensare che solo in provincia di Bari sono 1270 i lavoratori della scuola che hanno fatto richiesta di pensionamento di anzianità o che hanno presentato dimissioni volontarie. Un dato in vertiginoso aumento rispetto ai 665 pensionamenti dello scorso anno, pari a un +100% sul 2017, un esodo vero e proprio che se non sarà colmato con nuovi innesti (solo per il personale ATA è garantito il pieno turnover) metterà in crisi seria i dirigenti scolastici e a repentaglio il regolare svolgimento dell’anno scolastico”.


“Il nuovo Governo – conclude Verga – comincia con il piede sbagliato. In campagna elettorale ha sbandierato ai quattro venti il vessillo della meritocrazia, salvo poi umiliare, nei fatti, il luogo di istruzione e formazione per eccellenza delle nuove generazioni. Evidentemente gli errori del recente passato, a cominciare dal famigerato decreto Buona Scuola, non hanno insegnato nulla: per quanto ci riguarda siamo pronti alla mobilitazione e non lasceremo nulla di intentato, mettendo in campo ogni iniziativa possibile per restituire alla scuola pugliese e del Mezzogiorno la dignità perduta a colpi di tagli indiscriminati”.

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