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UDIR: Miur autorizza 212 nuovi presidi ma ne recluta solo 59

di redazione

UDIR – Che fosse un evento in ascesa il giovane sindacato Udir lo aveva già capito molto tempo fa, quando ha anche fornito soluzioni tangibili ed economiche, purtroppo rimaste inascoltate.

Guardiamo nel dettaglio il numero degli istituti per regione che andranno in reggenza, con la specifica di quelli che già sono stati assegnati: Abruzzo 28, Basilicata 24, Calabria 90, Campania 59 (2 già assegnati), Emilia 214 (assegnati), Friuli Venezia-Giulia 71 (assegnati), Lazio 151(assegnati), Liguria 62 (assegnati), Lombardia 329, Marche 58 (assegnati), Molise 11 (assegnati), Piemonte 201 (assegnati), Puglia 127 (assegnati), Sardegna 72 (assegnati), Sicilia 90 (mancano ancora delle province), Toscana 148 (assegnati), Umbria 32, Valle D’Aosta 7 (assegnati), Veneto 259 (assegnati) .

Ma al problema c’è una logica soluzione? Certamente è necessario semplificare le procedure di selezione e formazione del nuovo concorso in atto e, inoltre, è necessario riaprire una procedura riservata ai ricorrenti del 2011, per evitare l’annullamento del corso riservato svoltosi nel 2015, quando si pronuncerà la Consulta in autunno sulla Buona Scuola. Bisogna infatti rimembrare che Udir ha ormai da un anno evidenziato il grave problema delle reggenze scolastiche; inoltre, con l’inizio dell’anno scolastico, a seguito dei pensionamenti volontari e d’ufficio, aveva già preannunciato che sarebbero state oltre 2 mila le scuole prive del loro capo d’istituto. Insomma, quella che doveva essere una situazione transitoria sta divenendo una bruttissima abitudine. Il sindacato ha più volte suggerito risoluzioni per ovviare a questo gravissimo problema, dichiarando pure la propria disponibilità ad appoggiare azioni in tal senso.

Marcello Pacifico presidente nazionale Udir afferma come “questa situazione che andiamo osservando e che riguarda tutte le regioni italiane non farà che accrescere il caos nelle nostre scuole: noi abbiamo più volte proposto soluzioni a costo zero per ovviare almeno temporaneamente a questi disservizi annunciati. Come pretendere, infatti, una migliore prestazione se si svilisce il ruolo del dirigente scolastico che è già in molti casi impegnato a gestire più di 1500 alunni e 250 lavoratori tra docenti e Ata per una singola istituzione scolastica, con più plessi spesso distanti tra loro e in comuni diversi. Dove sono le promesse ascoltate in campagna elettorale? Come sindacato di categoria ci siamo messi e ci mettiamo a disposizione: i lavoratori della scuola e i discenti hanno bisogno di sentirsi tutelati e noi stiamo facendo il possibile. Ma ora attendiamo i fatti”.

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