TFA. Miur: sarà attivato. M5S: nessuna garanzia di assunzione. Fase transitoria per chi non supera concorso docenti 2016: parte iter

di redazione

Il M5S commenta la risposta all'interrogazione parlamentare su TFA e fabbisogno. Intanto in commissione Cultura è partito l'iter della risoluzione M5S per chiedere la realizzazione di una fase transitoria nei confronti dei docenti esclusi dal concorsone e di stralciare il cumulo dei 36 mesi. 

Il M5S commenta la risposta all'interrogazione parlamentare su TFA e fabbisogno. Intanto in commissione Cultura è partito l'iter della risoluzione M5S per chiedere la realizzazione di una fase transitoria nei confronti dei docenti esclusi dal concorsone e di stralciare il cumulo dei 36 mesi. 

“La programmazione del fabbisogno scolastico è su un binario morto: il Miur improvvisa e procede a tentoni, mentre sarebbe urgente indicare una visione. A fronte di questa situazione, riteniamo grave che, nell'incertezza più totale, si stia bandendo un nuovo ciclo di TFA per abilitare docenti nei cui confronti non ci sarà alcuna garanzia di assunzione. L'unico scopo di questi bandi appare dunque quello di far fare cassa alle università.”

Lo affermano i deputati M5S in commissione Cultura commentando la risposta del ministero dell'Istruzione all'interrogazione a prima firma Silvia Chimienti.

“Il Miur, tra l'altro, conferma che per i circa 120 mila insegnanti che non supereranno il concorsone di quest'anno non è prevista alcuna fase transitoria e che, d'ora in avanti, si procederà con immissioni suddivise al 50% tra concorso e GAE. 
Proprio oggi è cominciata in commissione Cultura la discussione della nostra risoluzione, con la quale torniamo a chiedere al governo di prevedere una fase transitoria che, entro i prossimi tre anni, garantisca la stabilizzazione di tutti i docenti tagliati fuori dal concorso. La loro immissione in ruolo, considerato il fabbisogno reale e il permanere di circa 100 mila supplenze annuali, è necessaria.

Inoltre chiediamo di stralciare il divieto di cumulo dei 36 mesi di servizio previsto dal primo settembre 2016. Una misura assurda che rischia di bloccare il funzionamento delle scuole e che recepisce in modo distorto e punitivo nei confronti dei docenti il pronunciamento della Corte di giustizia europea del novembre 2014”.

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