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Stipendio, spetta anche ai supplenti la Retribuzione professionale

di redazione

La Sezione lavoro della Cassazione con l’ordinanza 20015, depositata lo scorso venerdì 27 luglio interviene sulla normativa degli stipendi del personale della scuola.

La Retribuzione Professionale Docenti

L’art. 7 del CCNL del 15/03/2001 ha istituito la retribuzione professionale docenti, nel cedolino  viene identificata col codice 677/001. Si tratta di un assegno tabellare, di circa 164 euro lorde, corrisposto per 12 mensilità.

La Retribuzione Professionale docenti (RPD) spetta ai docenti con incarico a tempo indeterminato, ai supplenti annuali (incarico fino al 31 agosto) e ai supplenti fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), ma non ai supplenti che svolgono incarichi temporanei.

Il ricorso di un’insegnante

Un’insegnante che ha svolto supplenze temporanee tra il 2006 e il 2009 ha promosso un ricorso contro il miur, fino a quando la questione arriva in Cassazione per il verdetto di merito.

L’ordinanza fa riferimento al principio di non discriminazione, sancito dalla clausola 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE

Secondo i giudici il supplente rende “una prestazione equivalente a quella del lavoratore sostituito”.

Cosa potrebbe accadere

Una apertura al riconoscimento ufficiale della Retribuzione Professionale docente anche ai supplenti potrebbe avvenire a partire dal nuovo contratto, dato che l’attuale scade il 31 dicembre 2018. Al momento però non sono state ancora avviate le trattative per il rinnovo.

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