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Stipendio: aumento non è ancora in busta paga, ma è già tempo di rinnovare il contratto per non perdere soldi dal 1° gennaio 2019

di redazione

L’aumento stabilito nel CCNL del 19 aprile 2018 sarà nella busta paga dei dipendenti del comparto Istruzione e Ricerca a partire dal mese di giugno.

Il 28 maggio sono stati pagati gli arretrati ma le insidie sono dietro l’angolo, infatti il contratto scade il 31 dicembre 2018 e dal 1° gennaio potrebbero verificarsi delle riduzioni nello stipendio.

Arretrati pagati il 28 maggio, ancora nulla per i supplenti temporanei

Il 28 maggio, attraverso una emissione speciale, sono stati pagati gli arretrati per i dipendenti con contratto a tempo indeterminato o supplenti con contratto al 30 giugno o 31 agosto nell’a.s. 2017/18, nonché a coloro che sono in pensione dal 1° settembre 2016 o 1° settembre 2017. A fine giugno è attesa l’emissione speciale anche per i supplenti temporanei, ma al momento NoIPA non ha fornito alcuna indicazione.

Contratto scade il 31 dicembre 2018

Nella busta paga di giugno saranno presenti anche gli aumenti, in relazione alla fascia di anzianità del dipendente. Ma il contratto scade il 31 dicembre 2018 e per questo ha già avuto inizio il pressing dei sindacati FLC CGIL, Cisl e Uil per chiederne il rinnovo.

” Col recente rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro è stato fatto un primo passo, da tempo atteso, in direzione di un più giusto e adeguato riconoscimento delle professionalità operanti nella scuola, condizione indispensabile per garantire al Paese una scuola pubblica efficace e di qualità, sapendo quanto il lavoro che vi si svolge rappresenti a tal fine un fattore di primaria e decisiva importanza. Da qui l’esigenza che si avvii quanto prima un confronto che traguardi il rinnovo contrattuale del successivo triennio, essendo già in scadenza il contratto appena rinnovato e dovendosi pertanto già fin d’ora porre le basi, anche sotto il profilo economico, per un proficuo svolgimento di un nuovo negoziato che riconosca le legittime aspettative dei docenti, degli ATA e del personale precario. Nel frattempo ci auguriamo che possa rapidamente e positivamente concludersi il contratto per l’area della Dirigenza Scolastica.”

Dal 1° gennaio 2019 importi stipendio potrebbero scendere

Ottenuto l’elemento perequativo, che ha permesso di avere un aumento medio di 85 euro lordi anche per i dipendenti del comparto Istruzione e Ricerca, il problema è quello di renderlo stabile e di farlo in tempi brevi, altrimenti la beffa sarà quella di poter godere di un aumento che in alcuni casi durerebbe una manciata di mesi.

Si tratterà di una trattativa molto difficile, per la quale è necessaria una convergenza di intenti.

Stipendio arriva in anticipo, il 22 giugno e con aumento. Le tabelle

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