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Stipendi, dal 2019 possibile stop ai rinnovi. Rischio aumenti 2018, quanto perdo?

di redazione

Bloccare spesa corrente, è questo uno degli obiettivi dell’attuale esecutivo che potrebbe portare a rivedere contratti e aumenti stipendiali. Vediamo i particolari.

Blocco spesa corrente

Nessuna nuova iniziativa senza copertura finanziaria e blocco della spesa corrente per rilanciare quella degli investimenti. E’ il piano del Ministro dell’Economia Giovanni Tria reso noto dal quotidiano “Il Messaggero”. A ciò si aggiunge anche un piano di tagli che potrebbero colpire vari comparti della Pubblica Amministrazione.

Tagli

I tagli preventivati si aggirerebbero intorno a 33 miliardi di euro in tre anni, già il prossimo anno il risparmio sarebbe di 10 miliardi di euro. Soldi che andrebbero a finanziare flat tax o reddito di cittadinanza. Misure che vengono viste come importanti per il rilancio dei consumi e dell’economia.

Blocco stipendi pubblici

Tra le voci di spesa corrente che potrebbero essere bloccate c’è quello degli stipendi dei dipendenti pubblici che sono stati da poco rinnovati. Ricordiamo che si tratta, ad esempio per il comparto scuola, di contratti già in scadenza, perché validi fino a tutto il 2018. Dal 2019, quindi, gli statali si potrebbero ritrovare nuovamente con un contratto bloccato per mancanza di risorse che saranno orientate altrove.

Rischio anche aumenti 2018

Di difficile digestione politica sarebbe, sebbene si tratti di una ipotesi non da escludere, la possibilità di mancato finanziamento degli aumenti stipendiali ottenuti nel 2018.

Ricordiamo che le risorse trovate per il 2018 puntavano a rendere equo l’aumento per tutti gli statali, considerato che il meccanismo prevede un incremento generalizzato del 3,48%, cosa che avrebbe garantito l’aumento promesso (85 euro medi lordi mensili ) soltanto a coloro i quali percepiscono stipendi alti, tra i quali non rientra certamente il personale della scuola. Così si è introdotto il suddetto “elemento perequativo”.

Il problema, adesso, sta nel fatto che le risorse “mancanti” sono state stanziate per il solo 2018. Pertanto, se nella prossima legge di Bilancio tali risorse non dovessero essere ancora stanziate, gli stipendi si abbasserebbero nuovamente.

Gli insegnanti con minor anzianità di servizio, ad esempio, potrebbero perdere, nel 2019, intorno a 20 euro al mese, pari al 25% circa dell’aumento ottenuto nel 2018.

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