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Sostegno, la Corte dei Conti boccia il MIUR

di Giulia Boffa

La Corte dei Conti ha reso pubblica la sua relazione “Gli interventi per la didattica a favore degli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali” ed ha bocciato il MIUR. Ne parla Repubblica.

Ne parla Repubblica.

Nel rapporto viene considerato il quinquennio 2012-2017 e le conclusioni, anche per il 2018, non sono positive.

Quanto costa il sistema “sostegno”

L’istruzione relativa al sostegno costa 5,1 miliardi di euro l’anno di cui quattro miliardi servono solo per pagare gli stipendi ai docenti specializzati; la Corte dei conti scrive: “La coesistenza sul tema di scuola, enti locali e servizi sanitari ha mostrato la farraginosità dell’impianto, la genericità delle intese e un’estrema frammentarietà degli interventi”.
Sono evidenti “carenze in tema di dati e indicatori sulla qualità dell’istruzione e dell’inclusione degli studenti con disabilità”.

I punti contestati dalla Corte dei Conti

La relazione si riassume in 6 punti: l’inadeguatezza di una pianificazione delle risorse per l’integrazione a livello centrale, “un’incapacità previsionale dell’amministrazione”, poi la rigidità delle procedure operative, la debolezza esecutiva degli strumenti di coordinamento fra le diverse istituzioni, “un intreccio non virtuoso”, i ritardi nell’erogazione delle risorse alle scuole, la mancanza di informazioni ispirate all’evidenza statistica dei dati,“la carenza nell’attività di valutazione dell’efficacia delle prassi di integrazione e inclusione”, “l’incertezza ed episodicità delle risorse finanziarie dedicate”.

Uffici ministeriali non dialoganti e con funzioni analoghe

La Corte dei conti sottolinea che all’interno del MIUR gli uffici non sono dialoganti a cui si aggiungono, sul territorio, gli Uffici scolastici regionali “che svolgono analoghe funzioni”, praticamente dei doppioni.

Difficoltà ad ottenere informazioni dagli Uffici competenti

Viene sottolineata “la difficoltà incontrata nell’ottenere le informazioni sia sulla dimensione della disabilità presente nella scuola sia sugli elementi finanziari e gestionali” ed “è lontana la realizzazione di un sistema integrato di fonti informative” e ancora “le omissioni del ministero si prestano a rilevanti stigmatizzazioni”.

Gran parte dei soldi prima erogati dallo Stato sono diventati “risorse non aventi natura obbligatoria” con ricadute “sulla tenuta dell’intero sistema educativo”, mentre scrive la Corte dei Conti “Una concreta integrazione passa attraverso l’assegnazione di finanziamenti certi e continui”.

Troppi trasferimenti

Inoltre la relazione pone come nodo critico l’accelerata mobilità del personale docente, di sostegno e no, che non favorisce l’integrazione, “talché sarebbe necessario individuare soluzioni organizzative che agevolino la continuità didattica per l’alunno diversamente abile”.

Relazione della Corte dei Conti 

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