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Sicurezza edifici scolastici e ristrutturazioni edilizie. Pacifico (Udir): il dirigente scolastico non può essere perseguito come datore di lavoro

di redazione

comunicato Udir – Il sindacato torna a occuparsi dell’intricata problematica della sicurezza delle nostre scuole: nei mesi passati lo ha fatto organizzando una serie di convegni proprio sul tema dei forti rischi di incendi e sismici che corrono i nostri istituti oggi.

Inoltre, sempre per la tutela dei dirigenti scolastici, ha pure messo a disposizione specifiche diffide, oltre ad aver anche presentato uno preciso emendamento alla legge di stabilità durante la precedente legislatura.

Il fatto è, purtroppo, che non ci manca un’amara risata quando affrontiamo il problema dei carichi di responsabilità dei DS su tale tema e il perché è molto semplice: la legge confonde le pere con le mele. Il DS non ha un budget di spesa; sarebbe necessaria invece la presenza di fondi di finanziamento nazionale e comunitario per la sicurezza degli edifici scolastici e ristrutturazioni edilizie.

Pubblichiamo una semplice tabella per comprendere, nel particolare, i fatti e cioè che un dirigente non è un imprenditore, non è il proprietario dell’edificio e non ha un budget per gestirlo. Ma alla fine ha ugualmente responsabilità penali.

Come si può ben vedere, le pere dell’imprenditore non possono essere confrontate con le mele del dirigente scolastico, eppure la legge continua imperterrita a fare di tutta l’erba un fascio: Udir, però, ritiene che sia giunta l’ora di mettere fine a questo approccio pericoloso e illogico. La giovane organizzazione sindacale ha più volte espresso la propria contrarietà a questo modo approssimativo d’interpretare le esigenze dello Stato e delle sue strutture, anche tramite interrogazioni parlamentari, esposti, audizioni alla camera. Il lavoro incessante svolto dal sindacato ha già avviato un ripensamento da parte del Governo, riconducibile alle parole del sottosegretario Salvatore Giuliano proprio rispetto all’intollerabile situazione in cui vertono i capi d’istituto sulle tematiche riguardanti la sicurezza.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, afferma che, durante gli incontri in giro per l’Italia “con centinaia di presidi, è stata pressoché unanime la richiesta di cambiare in toto il Testo Unico sulla sicurezza. I dirigenti sanno bene che vi è un collegamento immediato tra il problema della sicurezza e quello della responsabilità che ricade sulle loro persone: ci sono dei capi d’istituto costretti a difendersi dalle accuse riconducibili alle analisi tecniche sui documenti di prevenzione, sicurezza e salute, con richieste di condanne penali da tre anni e mezzo in su. Bisogna modificare e in fretta la legge, altrimenti si arriverà a dover chiudere la metà delle nostre scuole. Non è certo ammissibile finire in carcere per colpe non proprie. È bene che ciò sia chiaro”.

Udir continua la sua battaglia a favore dei dirigenti, ma soprattutto per una legalità equa e per una maggiore trasparenza verso il cittadino.

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