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Sezioni primavera, punto di partenza per alleanza educativa 0-3 /3-6 e riconoscimento legittimo agli operatori

di redazione

DS prof.ssa Rosalba Marchisciana –  A 50 anni dalla nascita della scuola dell’infanzia statale, dai primi timidi tentativi di affermazione di un segmento educativo immaginato come sostitutivo degli enti assistenzialistici ma che evocasse il calore “materno” , si è via via consolidata l’identità e l’importanza di un servizio ormai generalizzato che è magia di gesti, espressività, emozioni, embrioni concettuali, relazioni con il mondo.

Chi conosce il mondo dell’infanzia, sia esso docente che responsabile del servizio di istruzione e formazione, non può non guardare con entusiasmo al documento a cura del Comitato Scientifico Nazionale per le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione nonché al decreto lgs.65/2017 e alla recente circolare ministeriale di attuazione del decreto stesso che allarga l’orizzonte fino alla primissima infanzia e al sistema integrato 0-6, sollecitando primi orientamenti operativi.

Sullo sfondo del dibattito l’ esperienza molto positiva, tuttavia radicata a macchia di leopardo nel territorio italiano,delle sezioni primavera, ipotizzate come alternativa all’anticipo della scuola dell’infanzia e divenute via via realtà educative significative demandate alla sporadica propositività degli Enti Locali, alla intraprendenza dei privati in veste sussidiaria rispetto all’inerzia dei Comuni e in alcuni casi alla lungimiranza dei Dirigenti Scolastici delle scuole statali che hanno avanzato valide proposte progettuali funzionali ad attingere a finanziamenti regionali per avere la legittimazione e la copertura del servizio da erogare in via sussidiaria alla inerzia delle amministrazioni.

Ma il merito della valenza educativa delle sezioni primavera, del servizio riservato a bambini e bambine dai 24 ai 26 mesi, è da ricercare nella preziosa professionalità delle educatrici e delle assistenti che hanno costruito la propria identità sul campo senza trovare legittimazione in profili riconosciuti ma che custodiscono quel bagaglio di conoscenze formali e informali che consegnano agli educatori della scuola dell’infanzia e che è prezioso per favorire il graduale inserimento nel mondo strutturato delle sezioni.

E’ un patrimonio inestimabile ancor di più quando permette di intercettare bambini con certificazioni di gravità che necessitano di relazioni tra pari e di interventi precoci e programmatici per poter beneficiare di adeguate risorse professionali in tempo.

Piace immaginare il sistema integrato di educazione e di istruzione come una pluralità di risorse umane professionali ed economiche che in sinergia predispongono servizi educativi per la crescita sociale.

Sembra banale dirlo ma….. se la politica ruotasse attorno al mondo dei bambini e degli studenti probabilmente avremmo condizioni di vivibilità e di sostenibilità migliori: dalla viabilità agli spazi comuni attrezzati, dalla cura del verde pubblico al piano urbanistico, dai servizi alle famiglie al sostegno alle lavoratrici madre. Una pluralità di servizi e di azioni funzionali anche a promuovere micro-economia oltre che delineare scenari di città educative sostenibili

L’auspicio è che i tavoli tecnici di concertazione che si attiveranno a livello regionale facciano tesoro delle esperienze consolidate; che si dia ampio spazio ed ascolto a chi negli anni ha costruito una professionalità sul campo, patrimonio prezioso di disseminazione; che si costituiscano organici specifici da far confluire in regolamentazione normativa che dia dignità retributiva agli operatori; che trovi legittimazione il servizio delle sezioni primavera inserite all’interno delle istituzioni scolastiche statali anche attraverso il riconoscimento della complessità organizzativa e gestionale ; che gli Enti locali sappiano cogliere l’occasione delle preziose risorse stanziate in attuazione del decreto zero-sei per promuovere, di concerto con le esperienze educative radicate, una progettualità condivisa funzionale alla realizzazione dei poli educativi.

Siamo ancora all’inizio ma c’è già un patrimonio di esperienze che non va disperso.

La concertazione richiede pluralità di interventi professionali e il contributo di chi negli anni ha avuto modo di delineare sul campo le esigenze educative e formative dei più piccoli per armonizzare ulteriormente il percorso. Sarebbe riduttivo, se non deleterio, immaginare il percorso zero-sei come “l’allargamento ad elastico” del percorso ormai consolidato 3-6. Ed anche l’idea di un “mattoncino” che faccia da sgabello alla scuola dell’infanzia riduce la valenza di un percorso che ha al suo interno tante variabili quanti sono gli anni e i mesi compresi tra lo zero e il tre, che necessita di interlocutori e figure professionali differenti.

La chiave di volta del raccordo 0-3/ 3-6 può essere rappresentata dalla specificità delle sezioni primavera nel duplice ruolo di completamento di un percorso di primissima infanzia e di accompagnamento verso l’infanzia più strutturata con il collante della dimensione ludica e del gioco simbolico come prima esperienza culturale e di crescita autentica.

Gli operatori della primissima infanzia (educatori e assistenti) che da oltre 10 anni operano in un settore ancora da legittimare, aspettano un meritato riconoscimento.

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