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Scuola di Brescia si vanta di avere pochi stranieri e studenti di buona famiglia

di Anselmo Penna

“La presenza di studenti con cittadinanza non italiana è numericamente limitata”, si legge nel PTOF di un liceo bresciano. Scoppia la polemica

La segnalazione alla stampa giunge da un genitore che voleva iscrivere la figlia al liceo, trovandosi davanti tale dicitura, insieme al vanto di gestire studenti che “provengono da un contesto socio-culturale in generale medio-alto, che offre buone potenzialità di formazione culturale e ricchezza di stimoli”

Nel testo di presentazione, si fa, inoltre, presente che “la scuola gode di buona fama all’interno del contesto cittadino e da sempre è considerata una delle scuole in cui si sono formate personalità in ambito sociale, culturale, politico, economico e le iscrizione dei figli alla scuola avviene anche per una volontà dei genitori di continuare la tradizione famigliare”.

“Ma come!? Alla scuola media di Castenedolo organizzano progetti per l’integrazione culturale e al liceo cittadino per eccellenza mandano tutto all’aria con queste uscite infelici?!”, ha commentato il padre.

Razzismo, come qualcuno ha sottilmente insinuato? No, il PTOF probabilmente  non fa altro che mettere nero su bianco la realtà delle cose. Magari si potrebbe parlare del quadro triste di una società che fatica a fornire pari opportunità a tutti, riservando i licei alle élite cittadine, in una suddivisione culturale ed etnica del lavoro dura a morire.

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