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Scelta sedi neo Dirigenti Scolastici: già numerose rinunce, come assegnare posti che si liberano

di redazione

Concorso Dirigenti Scolastici: l’ultima fase del percorso, l’assegnazione della sede di titolarità, rischia di essere un punto debole del sistema, aperto a nuovi possibili contenziosi. 

Rinuncia alla regione assegnata per algoritmo

La regione è stata assegnata ai primi 1984 vincitori del concorso Dirigenti Scolastici tramite un algoritmo, sulla base delle preferenze indicate su Istanze online.

Dei 1.984 vincitori assegnati – ha comunicato il Miur –  1.147 sono stati destinati alla prima Regione scelta, 262 alla seconda e 146 alla terza.

Al di là di questo gruppo c’è però quello per i quali la regione assegnata è dalla quarta alla quattordicesima.

Sono tante le rinunce che pervengono da parte dei candidati – denuncia il sindacato UIL – per cui molte Direzioni Scolastiche Regionali si trovano con posti ancora vacanti

Essere destinati ad una sede scolastica  in molti casi a ben mille chilometri di distanza è cosa ben diversa della possibilità di opzionare una sede scolastica, più vicina alla propria regione, per rinuncia dei destinatari.

Il sindacato UIL si mette a disposizione per trovare una soluzione con il Miur perché questi posti liberati dalle rinunce possano essere offerti a coloro che a suo tempo avevano chiesto di essere assegnati in ben precise regioni.

Una proposta non condivisa dal sindacato UDIR, secondo il quale si aprirebbe la strada a contenziosi infiniti, perché si dovrebbe ripartire dal primo e azzerare le assegnazioni alle regioni disposte dell’algoritmo.

La gestione delle rinunce

Al momento, in linea astratta, si prevede infatti che il posto libero per rinuncia del candidato assegnato, venga assegnato dall’USR competente per scorrimento.

Diciamo in linea astratta perché in realtà su questo non c’è normativa né il punto è stato trattato nella nota del Miur sull’assegnazione delle sedi.

In teoria infatti anche candidati oltre il numero 1.984 dovrebbero poter esprimere in ordine le loro preferenze per poi procedere ad un nuovo algoritmo sulle sedi libere.

Altrimenti una stessa sede potrebbe essere offerta contemporaneamente a più candidati.

Discrezionalità USR nell’assegnazione della sede

Un’altra criticità emersa in questi giorni è quella della discrezionalità degli USR nell’assegnazione alla sede, come denunciato dal sindacato CISL.

Le criticità dal 2020/21

Secondo UDIR serve piuttosto una mobilità straordinaria, in deroga al vincolo triennale.

Si potrà infatti verificare che un dirigente per esempio calabrese o siciliano con punteggio medio alto abbia lasciato obbligatoriamente la propria regione nell’a.s. 2019/20, mentre un altro collocato in graduatoria in posizione più bassa ottenga una sede nella regione di appartenenza nell’a.s. 2020/21.

In questo modo – afferma UDIR – si disinnesca ogni forma di meritocrazia espressa dalla migliore posizione in graduatoria.

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