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Ricostruzione di carriera: il Miur discrimina il lavoro precario. Vittoria Anief anche a Parma

di redazione

Anief – Il Giudice del Lavoro di Parma con una sentenza impeccabile ottenuta dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Giovanni Rinaldi e Irene Lo Bue – la prima emanata da questo tribunale – non ha dubbi e condanna l’illecita discriminazione posta in essere dal Ministero dell’Istruzione a discapito del lavoro svolto durante il precariato cui non viene attribuita pari dignità rispetto al servizio “di ruolo” all’atto della ricostruzione della carriera e riconosce, inoltre, il diritto della ricorrente a percepire gli scatti di anzianità anche per il servizio svolto con contratti a termine.

“La disparità di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato non può essere infatti giustificata dal solo fatto di essere prevista da una disposizione legislativa dello Stato, ma deve essere ricollegata a ‘ragioni oggettive’ che valgano a giustificare il diverso trattamento dei due tipi di rapporto”, motiva il Giudice in sentenza, e constata come “il Miur non ha indicato l’esistenza di ‘ragioni oggettive’ sufficientemente valide: il fatto che il personale assunto con contratto a tempo indeterminato debba superare un periodo di prova e possa essere trasferito in altra sede non ha alcun rilievo ai fini del riconoscimento parziale o integrale del servizio pre-ruolo in sede di ricostruzione di carriera” e rileva, per contro, come “le mansioni svolte da un insegnante non di ruolo sono sostanzialmente identiche a quelle svolte da un insegnate di ruolo, sia con riferimento alle mansioni individuali che con riferimento a quelle collegiali”. La condanna a carico del Miur, dunque, viene comminata accogliendo in toto le richieste dei legali Anief, con il riconoscimento del diritto all’integrale computo del servizio preruolo nella ricostruzione di carriera, alla corresponsione degli scatti di anzianità non riconosciuti durante il precariato e quantificati in 4.462,62 Euro oltre accessori e al pagamento delle spese di soccombenza pari a ulteriori 2.500 Euro più IVA e CPA.

Nell’impartire l’ennesima lezione al Miur sul rispetto del lavoro svolto durante il precariato ancora una volta, dunque, l’Anief ha ottenuto l’applicazione delle normative comunitarie e contribuito a ristabilire la legalità e il rispetto da parte del Miur del lavoro svolto dai precari della scuola, anche dopo l’immissione in ruolo. “Laddove la normativa e la contrattazione interna ancora negano il giusto diritto all’integrale e immediata valorizzazione del servizio svolto da precari – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – l’Anief sa far valere i diritti dei lavoratori in tribunale facendo applicare la Direttiva Comunitaria 1999/70/CE. Ma è ora di riconoscere tali diritti direttamente nel contratto e noi ci batteremo per ottenere la piena e integrale parità di trattamento ai precari e a quanti hanno incrementato la propria professionalità con contratti di lavoro a tempo determinato”.

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