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Ricostruzione carriera, Anief: servizio preruolo va riconosciuto integralmente. Altra sentenza

di redazione

Comunicato Anief – Ministero dell’Istruzione ancora una volta battuto in tribunale sulla questione del riconoscimento integrale e immediato della carriera durante il precariato e degli scatti di anzianità non riconosciuti ai docenti con contratto a termine. 

Il Giudice del Lavoro di Trapani, infatti, condivide in toto le tesi patrocinate in giudizio dai legali Anief e rileva come sia doveroso equiparare “la posizione dei docenti a tempo determinato rispetto a quella dei docenti indeterminato” attraverso l’applicazione delle “disposizioni dei vari CCNL succedutisi nel tempo e disapplicando quelle che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato”.

La condanna del Miur, dunque, arriva inesorabile con l’obbligo di  “procedere alla ricostruzione di carriera di parte ricorrente, ai fini giuridici ed economici, riconoscendo il periodo lavorato anteriormente all’immissione in ruolo secondo i medesimi parametri applicati ai docenti di ruolo, computando integralmente i periodi lavorati in forza dei vari contratti a termine di durata superiore a 180 giorni”, con l’ulteriore pagamento delle differenze retributive mai percepite, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria a decorrere dalla maturazione dei singoli crediti fino al pagamento. Miur, totalmente soccombente, dunque, condannato anche al pagamento delle spese di lite liquidate in complessivi € 2.500 oltre iva CPA e spese generali.

“Il servizio svolto durante il precariato – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – è praticamente discriminato due volte: durante i numerosi contratti a termine al lavoratore non vengono riconosciute le progressioni di carriera e poi, una volta immessi in ruolo, questo servizio viene “svalutato” computando immediatamente solo 4 anni per intero e il restante per 2/3 ai fini della ricostruzione di carriera. Ma la Direttiva Comunitaria 1999/70/CE è chiara e in ossequio al principio di non discriminazione il Miur non può “risparmiare” sempre sulle spalle dei precari, anche dopo averli immessi in ruolo. Fino a quando non sarà attuata una modifica interna orientata al rispetto della Direttiva comunitaria, il nostro sindacato continuerà a promuovere gli specifici ricorsi per tutelare il diritto di ogni lavoratore alla corretta ricostruzione della carriera e al relativo e immediato adeguamento dello stipendio in base agli anni effettivamente svolti al servizio del Miur, anche se con contratti a termine”.

L’Anief ricorda a tutti i lavoratori che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuto il diritto all’integrale ricostruzione di carriera commisurata agli effettivi anni di servizio prestati con contratti a tempo determinato e per ottenere immediatamente il corretto inquadramento stipendiale.

Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi promossi dall’Anief, clicca qui

15 luglio 2018

Ufficio Stampa Anief

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