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Rete degli Studenti Medi a Conte: stanziare fondi per garantire diritto allo studio

di redazione

Lettera consegnata dalla Rete degli Studenti Medi al premier Conte, presente a Palermo per inaugurare l’anno scolastico a all’Istituto ICS Padre Pino Puglisi, nel quartiere Brancaccio.

La lettera:

“Egregio Presidente del Consiglio, Siamo la Rete degli Studenti Medi, il più grande sindacato studentesco in Italia, attivo per la tutela dei diritti degli studenti e propositivo per il dialogo con le istituzioni per confrontarci di temi riguardanti la scuola, la cultura e il lavoro e Le scriviamo questa lettera in occasione della sua visita alla scuola “I.C.S. Don Pino Puglisi” e al quartiere Brancaccio che, come in altri quartieri di Palermo e non solo, è una zona con evidenti difficoltà a causa delle scarse opportunità dovute alla correlazione tra abbandono scolastico e criminalità organizzata.
Senza complicare troppo le analisi possiamo percepire bene che i disagi delle zone problematiche sono strettamente collegati a problemi sociali, primo fra tutti la povertà, causa dell’alto livello di abbandono scolastico dovuto alla disperazione.
Il motivo della sua visita è legato alle problematicità della zona, perciò la scelta di inaugurare l’anno scolastico nella scuola dedicata a Don Pino Puglisi è per eseguire un rituale istituzionale o per sensibilizzare la popolazione e cercare di porre rimedio prendendo una posizione?
Don Pino Puglisi quando era in vita ha cercato di risolvere questi problemi con i mezzi che aveva, lui e i suoi giovani contro la criminalità organizzata e oltre i problemi personali. I motivi per cui la scuola che lei sta visitando è dedicata a lui sono legati al suo interesse nei confronti di chi viveva e vive il territorio di Brancaccio.
La continua assenza da parte dello Stato nel quartiere di Brancaccio e altre zone simili non fa altro che aumentare la totale assenza di garanzie vincolate anche dagli scarsi investimenti sul lavoro e sull’istruzione, ormai fondamentali anche a causa della mancanza di una Legge Regionale per il Diritto allo Studio.
Quello che chiediamo è quindi un maggiore e concreto interesse riguardo le tematiche sociali legate al territorio e strettamente collegate all’istruzione.
Da anni i governi ripetono quanto l’istruzione sia importante affinché ci sia un vero cambio di rotta, ma anche questo governo, nel suo contratto, analizza la critica situazione della scuola italiana e quanto sia necessario un effettivo cambiamento, senza proporre un modello nuovo, inclusivo e attento alle peculiarità.
Questo governo, che si autoproclama del cambiamento, per portare un cambiamento reale dovrebbe stanziare più o nuovi fondi, per garantire diritto allo studio a tutti, miglior welfare studentesco ed edilizia scolastica, dando la possibilità di rivalutare l’istruzione e abbassare il livello di abbandono scolastico in Sicilia, che attualmente si colloca al terzultimo posto in Italia per i tassi di abbandono.
Adesso è importante riflettere sui costi della scuola e sulle spese che le famiglie sono costrette ad affrontare sui trasporti, libri scolastici e servizi, dando anche a chi è presente in zone difficili la possibilità di avere un’istruzione che venga garantita e tutelata.
Crediamo sia necessario riqualificare queste aree cittadine ripartendo dall’aggregazione giovanile, ripartendo dalla rivalutazione dei luoghi di cultura che ogni giorno gli studenti e le studentesse vivono per costruire il loro presente e progettare il loro futuro.
Noi non abbiamo paura del cambiamento, ma deve partire dalla scuola per riuscire a garantirci una società basata sulla cultura e sul lavoro, per dare un futuro a tutti e dare un futuro alla nostra terra.”
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