Registro elettronico uno stress se non c’è connessione wifi. Il piano del Governo

di redazione

Si dibatte in molte scuole sull’obbligatorietà o meno dei registri elettronici, ma non basta la loro adozione se non ci sono le infrastrutture adatte. Il tutto rischia di diventare un onere gravoso per i docenti.

Si dibatte in molte scuole sull’obbligatorietà o meno dei registri elettronici, ma non basta la loro adozione se non ci sono le infrastrutture adatte. Il tutto rischia di diventare un onere gravoso per i docenti.

Non ci sono dubbi sui vantaggi di un registro elettronico, se bene  utilizzato dalle scuole. La vita scolastica può davvero assumere una nuova dimensione.

Conoscenza in tempo reale da parte delle famiglie di voti, note disciplinari, assenze. Possibilità di comunicazione da parte dei docenti e delle scuole che potenzialmente migliorano la collaborazione scuola-famiglia. Migliorie anche nella didattica, se si utilizzano registri elettronici che permettono di comunicare alle famiglie le carenze degli studenti.

Insomma, non è più necessario attendere il famoso "ricevimento" o dover prendere appuntamento con i genitori.

Tutto ciò presuppone da parte dei genitori una certa apertura all’utilizzo degli strumenti informatici, così come per i docenti, ma soprattutto che ci siano le infrastrutture nelle scuole che consentano un utilizzo sereno del registro elettronico.

Molte scuola hanno adottato, infatti, il registro senza avere delle connessioni ad internet sufficienti o addirittura che coprano l’intero istituto. Alcune senza aver dotato dei computer i docenti.

I dati statistici, d’altronde, parlano chiaro. Soltanto il 23% delle scuole secondarie sono connesse ad Internet con rete veloce, il 10% delle primarie. Ben 140mila aule sono scoperte da connessione Adsl sia via cavo che wifi.

Seguici anche su FaceBook. Lo fanno già in 143mila

Adottare un registro elettronico, ma non avere una connessione internet che ne supporti l’utilizzo è come acquistare un’automobile ma non avere le strade sulle quali guidarla.

Ciò si traduce, purtroppo, in aumento di carico di lavoro per i docenti che sono spesso costretti per i malfunzionamenti alla rete o la sua assenza a compilare i registri a casa o dover svolgere un doppio lavoro di registrazione dei dati, in un registro cartaceo e in uno elettronico.

Ci vogliono, dunque, investimenti. Secondo il rapporto Glocus servirebbero ben 400mln di euro per connettere le 140mila scuole sprovviste di connessione ad una banda larga.

Il Governo ha previsto un piano di intervento per connettere tutte le scuole ad Internet, ma data la mole di investimento previsto, il piano prevede una convergenza tra pubblico e privato, muovendo risorse nazionali e regionali.

Insomma, non sarà facile, ma è un intervento prioritario che dovrebbe vedere gli esordi nella legge di stabilità di fine anno per avere dal 2015 banda larga in ogni classe. A dirlo lo stesso Ministro Giannini durante il Maker faire di Roma.

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