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Regionalizzazione, Conte: docenti devono essere nazionali. No strappo su scuola, presto sintesi

di redazione

Il Premier Conte è intervenuto sulla questione regionalizzazione rassicurando su quella che è stata una giornata piena di tensione tra Lega e Movimento 5 Stelle

Nodo scuola

E’ stato proprio il nodo scuola che ha fatto saltare i nervi ai due partiti di maggioranza. Da un lato Lombardia e Veneto che chiedono pieno controllo dell’istruzione, inclusa la possibilità di assumere anche i docenti trasformandoli in impiegati regionali. Dall’altro il Movimento 5 Stelle che ha espresso perplessità sulla costituzionalità della richiesta.

Ma il nodo scuola va oltre, e tocca il modello formativo dello Stato italiano. Per Di Maio ci sono anche altre questioni che ha fatto sottintendere, quando ha affermato: Un bambino non decide in che regione nascere. Parliamo, quindi, con molta probabilità di risorse e di qualità dell’insegnamento conseguente e legato all’offerta formativa.

Conte rassicura

Su quello che è stato lo scontro della giornata è intervenuto il premier, che così si è espresso: “Non per sminuire quelle che possono essere anche delle divergenze. Oggi, se entriamo nei dettagli, si è ragionato di scuola, un capitolo che suscita grande sensibilità da parte di tutti, perché ragioniamo di un modello di formazione e di reclutamento. Sono temi molto importanti”. “Sarei sorpreso – ha concluso Conte – se ci fosse stato un pensiero unico su tutto”.

“Chiaro che la scuola e i docenti non possono che essere nazionali”, ha detto.

“Nell’ambito di questi pilastri – ha aggiunto – stiamo valutando come raccogliere alcune sensibilità locali e coniugarle con quello che è un pilastro nazionale” .

I tempi? “Brevi, brevissimi”

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