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Rappresentatività sindacale negli Atenei, UIL RUA: regole vanno rispettate

di redazione

Comunicato Uil RUA – Per la rappresentatività sindacale siamo arrivati al paradosso. L’Agenzia per la rappresentanza negoziale, l’Aran, su mandato e in nome e per conto degli Atenei e degli Enti di Ricerca, ha sottoscritto per il Pubblico Impiego un accordo con le Confederazioni Sindacali, per individuare chi può e chi non può più essere interlocutore ai tavoli di confronto.

Però, messi di fronte all’obbligo di escludere le sigle che non hanno raggiunto i requisiti individuati congiuntamente ai sensi di legge, alcuni Rettori dal numero crescente (e qualche Presidente negli enti di Ricerca) hanno deciso di non considerare quanto previsto dalle norme, proclamando ‘intenti democratici’.

Per la UIL RUA la democrazia si fonda in primo luogo sul rispetto delle leggi e, proprio nel pubblico impiego, è impensabile che i massimi vertici dell’alta formazione si ritengano autorizzati a violare pubblicamente e palesemente regole pubbliche.

“L’arroganza con cui alcuni Rettori dichiarano di fare quello che preferiscono anziché quello che prevedono le regole, ci autorizza a dubitare se l’appellativo di “Magnifico” sia ancora adeguato per appellare i vertici delle nostre università”. Lo dichiara Sonia Ostrica, Segretaria Generale della UIL RUA che aggiunge: “Violare le regole (soprattutto quando lo si fa in piena consapevolezza) non solo rappresenta un pessimo esempio, ma rischia di aprire la strada ad altri guasti”.

“Cercare le vie più ‘comode’ anziché sforzarsi di perseguire quelle ‘giuste’ non può essere l’esempio che arriva proprio dalle Università pubbliche: quanto affermato da alcuni Rettori è l’esatto contrario di un atteggiamento realmente democratico, caratterizzandosi invece come decisione sbagliata e antidemocratica”, conclude la leader sindacale.

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