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Pensioni quota 100 e 41, stop Corte Conti: no correttivo Fornero, puntare su aumento natalità

di redazione

Doccia fredda su Governo per quanto riguarda la riforma delle pensioni. E’ la Corte dei conti a parlare, mettendo una pesante ipoteca sulle riforme quota 100 e quota 41.

No a correttivi Fornero

Esauriti, secondo la Corte dei Conti, gli spazi per attuare dei correttivi alla legge Fornero, “a meno di un ripensamento complessivo”, sottolinea.

Parole che pesano macigni sul capo dei due partiti di maggioranza che hanno fatto della riforma previdenziale un cavallo di battaglia. In particolare, con l’introduzione della quota 100 (somma tra età anagrafica e contributiva, ma con una età minima di 64 anni) e il blocco dalla quota 41, staccandola dall’adeguamento alla mortalità della popolazione.

La Corte dei Conti, però, riconosce che “la correzione effettuata con la legge Fornero è stata brusca, ma è la virulenza della crisi sovrana che l’ha imposta”. Anche se è essenziale preservare i miglioramenti di fondo che il sistema previdenziale ha realizzato negli ultimi decenni”.

Puntare sul tassi di natalità

Una popolazione che invecchia, questo il quadro dell’andamento demografico italiano. Andamento che pesa sul sistema pensionistico, perché, chi resta a lavoro dovrà farsi carico di un sempre maggior numero di concittadini a riposo.

Come uscirne? La Corte dei Conti dà la ricetta: “azioni in grado di favorire un aumento del tasso di natalità, gestire in maniera equilibrata, i flussi migratori, stimolare la partecipazione al mondo del lavoro, rafforzare la dotazione di infrastrutture materiali e immateriali”.

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