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Quando affronterete le problematiche dei docenti abilitati? Lettera ai membri della Commissione Cultura

di redazione

Inviato da Raffaella Senatore – Egregi Onorevoli, Vi scrivo in quanto docente abilitata che insegna ormai da diversi anni e, soprattutto, in quanto madre.

Da quando si è insediato questo nuovo governo si sono susseguiti diversi proclami sul valore del merito, sull’onestà, sul rispetto delle regole e sui cambiamenti che sarebbero stati apportati anche nel mondo della scuola, purtroppo però nessuno di questi proclami sembra aver avuto seguiti o sviluppi di alcun tipo, anzi!
Ho con gran stupore e rammarico dovuto constatare come tutte le norme e le decisioni sembrino riguardare solo ed esclusivamente docenti di terza fascia (privi pertanto di abilitazione all’insegnamento) e i diplomati magistrale, cui è stata negata l’assunzione a seguito di una sentenza di merito del CdS. Al contrario, dei docenti abilitati, gli unici in possesso delle conoscenze e delle competenze richieste dal ruolo dell’insegnante, non si fa menzione alcuna.

Mi sono più volte chiesta perché veniamo volutamente (?) ignorati, ma l’unica risposta che riesco a darmi è che ci consideriate fuori dai giochi perché il transitorio dovrebbe, sulla carta almeno, garantire il ruolo a tutti e ciò nonostante Vi siano state più volte segnalate problematiche e incongruenze che, di fatto, renderanno l’accesso all’insegnamento un vero e proprio percorso a ostacoli che per alcune classi di concorso durerà anche diversi anni.

Inoltre, visti i clamorosi ritardi che si stanno accumulando in diverse regioni, anche quest’anno gli studenti dovranno iniziare l’anno scolastico senza avere tutti gli insegnanti e, probabilmente, ne dovranno cambiare diversi in corso d’opera con gravi ripercussioni negative per la didattica da un lato e per i rapporti umani dall’altro… e qui è la madre che parla, non l’insegnante, perché ho un figlio con disturbi dello spettro autistico che anche quest’anno non avrà gli stessi insegnanti di sostegno dell’anno passato e che anche quest’anno, con ogni probabilità, dovrà cambiarli dopo un paio di mesi perché, dopo le famigerate chiamate “fino ad avente diritto”, arriveranno gli altrettanto famigerati aventi diritto e dovrà, ancora una volta, ricostruire da zero e con grande stress emotivo il rapporto con loro.

Per concludere,  anche se si dovesse finalmente giungere ad ottenere l’agognato ruolo, ci aspetterebbe comunque la forca caudina della non ripetibilità dell’anno di prova, oltre a una serie di condizioni peggiorative rispetto a chi è entrato in ruolo prima di noi.

Per questo mi chiedo e Vi chiedo: quando affronterete le problematiche dei docenti abilitati? Quando incontrerete i loro rappresentanti con l’intenzione di ascoltare veramente le loro domande e le loro proposte?

Ma, soprattutto, quando Vi ricorderete che esistiamo anche noi?

 

Raffaella Senatore

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