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PSP: vento di secessione a scuola

di redazione

I Partigiani della scuola pubblica contestano la pericolosa deriva secessionista messa in atto dalla Lega che investe in maniera diretta anche il mondo della scuola.

Il Ministro dell’Interno Salvini in una nota ANSA del 30-AGO-18 ripresa in Regioni.it dichiara:

“Appena arriva la proposta dal Veneto sull’autonomia il Consiglio dei ministri è pronto a firmarla”.

Lo ha detto il vicepremier e ministro dell’interno Matteo Salvini, parlando ai microfoni di ‘Radio Padova’.
“Ovviamente – ha aggiunto – ci stanno lavorando avvocati, fiscalisti e costituzionalisti, perchè non vorremmo che il primo di turno facesse ricorso, impugnasse, protestasse. E’ giusto che essendo una cosa importante delicata, siamo al Governo da meno di tre mesi, arrivi con tutti i crismi. Quando arriva io non la discuto nemmeno“. “Zaia – ha concluso – mi ha detto che chiederà 23 competenze. I ministri della Lega non avranno problemi a sganciare competenze e soldi conseguenti, e saremo abbastanza bravi da coinvolgere e convincere anche i ministri 5 Stelle“.

La proposta di legge del Veneto chiede di avere la competenza esclusiva su 23 materie fra le quali la gestione dell’istruzione. Viene infatti come di seguito disciplinata:

“1) – 2) Norme generali sull’istruzione –

Istruzione: sono attribuite alla Regione del Veneto le competenze legislative e amministrative dirette a:  a) consentire l’ottimale governo, la programmazione, inclusa la programmazione dell’offerta formativa e della rete scolastica – compresi l’orientamento scolastico, la disciplina dei percorsi di alternanza scuola-lavoro – la programmazione dell’offerta formativa presso i Centri Provinciali Istruzione Adulti e la valutazione del sistema educativo regionale, in coerenza con gli elementi di unitarietà del sistema scolastico nazionale e nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche;  b) disciplinare l’assegnazione di contributi alle istituzioni scolastiche paritarie con le correlate funzioni amministrative; c) regionalizzare i fondi statali per il sostegno del diritto allo studio e del diritto allo studio universitario; d) regionalizzare il personale della scuola, compreso il personale dell’Ufficio scolastico regionale e delle sue articolazioni a livello provinciale.

Ci chiediamo intanto se può, un ministro dell’Interno poter parlare come se avesse già la legge in tasca. Se può fin da ora, contare sul sostegno di tutto il governo tale da fargli affermare con assoluta arroganza e presunzione, di riuscire a “convincere” anche i ministri del Movimento 5 Stelle.

Il loro punto di partenza è l’autonomia citata nella Costituzione e nel Contratto di Governo giallo-verde. Pertanto ritiene di essere normativamente a posto.

Ma non è così.

La Costituzione prevede ben altro. Gli articoli 33 e 34 ad esempio che prevedono che la scuola sia un diritto garantito su tutto il territorio nazionale e che non debbano esistere sperequazioni nell’offerta formativa a svantaggio delle aree più deboli del paese.

E anche la legge. E ci riferiamo alla legge 18 del 2017 che prevede che le risorse dello Stato vengano ripartite alle regioni del Sud in base al numero della popolazione e non al loro gettito fiscale.

Pertanto i Partigiani della scuola pubblica chiedono che il MoVimento 5 Stelle mantenga la sua identità programmatica senza cedere alle lusinghe leghiste

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