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Ponte Morandi, un trauma da superare anche a scuola

di Elisabetta Tonni

Non sarà un avvio di anno scolastico come tutti gli altri per la città di Genova. Le scuole che riapriranno tra qualche settimana si riempiranno di docenti, collaboratori e studenti ancora traumatizzati dalla tragedia del crollo del ponte Morandi.

La ferita dell’infrastruttura rimarrà per sempre dentro l’anima anche di chi quello squarcio lo ha vissuto da lontano. Chi è rimasto fisicamente indenne dal crollo, chi non ha avuto parenti o conoscenti coinvolti nella tragedia si sente comunque parte della collettività e in quanto tale si sente parte lesa.

La ricostruzione del ponte dovrà consentire di nuovo il collegamento da una parte all’altra del territorio, ma dovrà rappresentare ancora di più il superamento di un trauma emotivo.

In questo la scuola ha un ruolo fondamentale. La scuola è di sua natura un ponte fra l’età infantile e quella adulta: serve a costruire personalità sui pilastri della cultura.

Quante volte si fa riferimento all’importanza di avere basi solide su cui costruire il proprio futuro? L’immagine figurativa a cui si fa riferimento in maniera inflazionata fino quasi a dimenticare il significato delle parole, mai come ora appare aderente all’immagine concreta.

Il degrado che ha portato alla distruzione di un pezzo del ponte, secondo le ultime notizie di cronaca, sembra essere dovuto a una serie di concause. Ancora una volta spunta il parallelo con il declino subito dal docente nello svolgimento del suo ruolo di insegnante, spesso vittima del crollo di un sistema educativo dovuto a un decadimento di valori della famiglia, della società, di un individualismo esasperato.

Nella crisi c’è sempre qualcosa da imparare, anche quando a mandare in crisi è la frantumazione di un ponte. Già il ponte stesso simboleggia il guardare lontano, l’andare oltre. Esattamente ciò che deve essere insegnato nelle scuole in quelle di Genova, dove si ritroverà una comunità particolarmente ferita. ma anche in quelle di tutto il resto d’Italia che nel disastro è stata pronta a mostrare la propria solidarietà.

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