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Pensioni quota 100, ipotesi con 64 anni d’età e calcolo contributivo. Assegni ridotti

di redazione

Nella giornata di ieri, abbiamo riferito sulle difficoltà riscontrate dall’Esecutivo in merito al superamento della riforma Fornero, causa mancanza di risorse.

Pensioni quota 100, forse rimandata al prossimo anno

Spesa previdenziale

I dati dell’Osservatorio conti pubblici, come riferisce ceripnews.it, mette in evidenza che la spesa  previdenziale italiana è una delle più alte d’Europa.

Uno studio dell’Ufficio parlamentare di bilancio ha calcolato, inoltre, che la spesa previdenziale, pari al 15,7% del Pil nel 2015, potrebbe giungere (in base alle disposizioni allo studio del Governo) al 20,5% nel 2040, per poi ridursi progressivamente sino ad arrivare al 13,1% nel 2070.

Quota 100

Alla luce dei succitati dati, realizzare la “quota 100” senza alcun paletto costerebbe troppo, per cui l’ipotesi principale resta quella che prevede un’età minima, ossia 64 anni di età. Oltre al limite dell’età, sempre secondo quanto riferito da ceripnews, si prevederebbe l’applicazione integrale del sistema contributivo.

I suddetti paletti (64 anni di età e calcolo contributivo) permetterebbero sì l’introduzione della misura, ma la renderebbero poco conveniente, in quanto gli assegni subirebbero notevoli riduzioni.

Lo stesso dicasi per «opzione donna», che si trasformerà in molti casi in assegni da fame, a causa del sistema contributivo, quasi sempre penalizzante.

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