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Pensioni quota 100, forse rimandata al prossimo anno

di Elisabetta Tonni

Il meccanismo quota 100 rischia di andare in pensione. Le formule finora studiate presentano dei punti deboli. Sarà necessario lavorare su altri spunti per riuscire a mandare a riposo i lavoratori prima di quanto previsto dalla legge Fornero.

Infatti il sito Affari Italiani si spinge a rendere pubbliche alcune indiscrezioni che circolano in ambienti politici, secondo le quali il governo Conte avrebbe deciso di non fare nulla almeno per quest’anno.

Qual è la situazione

Quota 100 è il meccanismo proposto dal Governo che consentirebbe di smettere di lavorare a 60 anni purché ne siano stati accumulati 40 di contributi. L’idea però si scontra con le risorse statali a disposizione che non bastano per la nuova platea di pensionandi.

I tecnici da mesi sono al lavoro per soluzioni alternative che non smentiscano il titolo “quota 100”. Questa infatti potrebbe essere raggiunta spostando in avanti l’età minima richiesta: per ritirarsi dal lavoro bisognerebbe avere almeno 64 anni a cui sommarne 36 di contribuzione. Però in questo modo, stando ai calcoli degli esperti, si dimezza la platea degli aventi diritto alla quiescenza. Oltretutto la metà di chi sarebbe penalizzato riguarda proprio il personale scolastico. E questo non va bene, visto che molti cittadini contavano proprio sulle nuove forze di Governo per vedersi riconosciuto il meritato riposo retribuito, dopo le fatiche di una vita.

Un altro problema

Come se non bastasse, il meccanismo quota 100 con i 64 anni rischia di annullarsi da solo, perché se una metà di pensionandi verrebbe tagliata fuori in automatico, l’altra metà potrebbe tagliarsi fuori da sola, rinunciando a un beneficio solo apparente. L’allerta in questo senso arriva dall’ex ministro del lavoro, Cesare Damiano, secondo il quale scegliere di andare in pensione a 64 anni non sarebbe conveniente al lavoratore stesso, semmai più interessato all’Ape, l’anticipo pensionistico, che scatta da 63 anni. L’Ape sociale però non verrà prorogata nel Bilancio 2019.

Le soluzioni

Per consentire il mantenimento della promessa e il contenimento della spesa pubblica, è spuntata fuori l’idea di una quota 100 modulabile che manterrebbe l’impianto della quota 100 a 64 o 65 anni di età con 36 o 35 di contributi, ma dando la priorità ad alcuni lavoratori in base alla tipologia di lavoro o alla situazione. Un’altra alternativa consiste sempre nella quota 41, che potrebbe slittare a quota 42, cioè il diritto alla pensione dopo 41 (o 42) anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica. Ma qui non ci sarebbe ancora l’accordo di Governo. Comunque si tentino di spostare le biglie sul pallottoliere, il conto ancora non torna e il tempo sta per scadere: a settembre, con la legge di Bilancio alle porte, si dovrà comunicare agli italiani quali sono le alternative valide per annullare la legge Fornero.

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