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Pensioni quota 100, Di Maio: vanno in legge di Bilancio, è un’emergenza sociale

di Elisabetta Tonni

Il Governo sta avviando l’impostazione della legge di Bilancio in modo da poter mantenere anche la promessa elettorale della riforma della legge Fornero con l’introduzione della quota 100 per andare in pensione.

Incontro Di Maio Boeri

La modifica al meccanismo pensionistico comporta costi per le casse dello Stato che il ministro del Lavoro e vicepresidente del Consiglio, Di Maio, intende risolvere. Per questo motivo ha incontrato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, con il quale è stato fatto un quadro generale della situazione.

Il capo politico del Movimento 5 Stelle giudica il provvedimento sulle pensioni una “emergenza sociale” da realizzare “il prima possibile. Anzi, subito“, come rimarcato in una intervista al Corriere della Sera.

Riforma Fornero e Flat Tax

Come riferisce l’Ansa, nell’incontro si è cercato di capire quali fossero i margini di manovra, anche alla luce degli altri provvedimenti da realizzare, dalla flat tax al reddito di cittadinanza, evitando lo sforamento dei conti pubblici che porterebbe a un aumento dell’Iva.

Che cosa prevede la quota 100

Secondo il nuovo provvedimento, si potrebbe andare in pensione quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è pari a 100 in presenza, però, di almeno 35 anni di contributi. In questo nuovo meccanismo è previsto anche una “opzione donna”, ovvero una proroga che consentirebbe alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, ma in questo caso l’assegno sarebbe calcolato solo con il regime contributivo.

L’impatto sul mondo della scuola

Se dovesse entrare in regime il nuovo meccanismo, nella scuola si potrebbe verificare una sorta di maxi pensionamento di circa 100mila docenti e 47mila ata. Con la quota 100 in pensione 100 mila docenti e 47 mila ATA. Hai i requisiti? Quali sono

Una riforma del genere potrebbe portare docenti ed ATA potenzialmente coinvolti a lavorare fino a tre anni di meno, rispetto alle attuali regole. Il pensionamento del personale scolastico è vissuto con particolare attenzione da docenti e personale ATA per l’alto turnover nelle assunzioni del personale precario.

L’impatto sui conti pubblici

La revisione del meccanismo ha però ripercussioni soprattutto sui conti pubblici. In questo senso potrebbe aiutare, anche se non risolvere, il taglio delle pensioni d’oro, superiori ai 4mila euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati. Ma va tenuto conto che si vorrebbe anche  aumentare le pensioni minime (poco sopra i 500 euro mensili) proprio grazie anche a questo taglio.

I costi secondo le simulazioni

La cancellazione della legge Fornero, secondo diversi calcoli, costerebbe solo il primo anno 14 miliardi e toccherà quota 20 miliardi quando entrerà a regime.

L’operazione avrebbe un costo variabile a seconda delle opzioni: in base alle simulazioni dell’Inps, il ripristino della pensione di anzianità con 41 anni di contributi e ‘quota 100′ con 64 anni di età minima nel 2019 costerebbe 11,6 miliardi, per 596 mila pensioni in più a fine anno. Rinunciando, invece, ai 41 anni, il primo anno si spenderebbero 4,6 miliardi.

Leggi anche: Pensioni, con quota 100 fino a tre anni in meno di lavoro per docenti ed ATA

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