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Pensioni Inps, quattordicesima non erogata va richiesta con aiuto del Caf

di redazione

Attenzione a dare per scontato che l’Inps possa intervenire in automatico sulle quattordicesime non ancora erogate ai pensionati aventi diritto.

Gli errori Inps ricadono sui pensionati

Se non sarà presentata apposita domanda di ‘ricostituzione reddituale per quattordicesima‘ rivolgendosi a un patronato, quei soldi potrebbero rimanere nelle casse dello Stato. Non si tratta di un’operazione fraudolenta, ma di un errore nella raccolta dei dati da parte dell’Istituto di previdenza.

A lanciare l’allarme è 50&PiùEnasco, l’istituto di patronato e di assistenza sociale della Confcommercio, presente su tutto il territorio nazionale che fornisce la propria assistenza gratuita nello svolgimento delle pratiche relative a tutte le tipologie di prestazioni erogate dall’Inps.

L’allarme di 50&PiùEnasco

All’agenzia AdnKronos, il patronato ha dichiarato: “Da quanto riferito dall’Inps, il problema sarebbe attribuibile a un disguido nella raccolta dei dati relativi ai redditi dei pensionati pervenuti allo stesso ente previdenziale da parte dell’Agenzia delle Entrate. Tale disguido avrebbe provocato delle incertezze in relazione alla situazione ‘reddituale’ dei pensionati e per tale ragione si è reso necessario che i patronati si attivassero per presentare all’Inps di competenza un’apposita domanda di ricostituzione della pensione“.

Il Caf della Confcommercio ha poi ribadito che “Solo attraverso la presentazione della domanda di ricostituzione, il pensionato potrà, infatti, ottenere un diritto che gli sarebbe, invece, spettato automaticamente, ovverosia la riliquidazione della pensione con decorrenza dalla data in cui ha maturato il diritto alla prestazione aggiuntiva. Ne consegue che l’Inps dovrà erogare al pensionato la quattordicesima per l’anno di presentazione della domanda oltre agli arretrati per gli anni pregressi a partire dall’anno in cui è sorto il diritto alla prestazione (compatibilmente con il termine di prescrizione di 5 anni)“.

Altri dettagli importanti

Secondo 50&PiùEnasco l’Inps liquida esclusivamente l’ultima spettanza o, in caso di benefici mensili, vi provvede riconoscendo gli arretrati a far data dalla domanda, omettendo di saldare il dovuto nel rispetto della prescrizione quinquennale. E sarebbe questo il motivo per cui l’Istituto non provvede automaticamente neppure quando l’interessato a sollecitarne la corresponsione, a prescindere dal diritto a recuperare la somma entro 5 anni dalla richiesta. “Ma c’è di più – avverte ancora Enasco – infatti, sulla lettera recante la comunicazione di accoglimento della pratica, che l’istituto previdenziale trasmette al beneficiario, non si legge alcuna motivazione o riferimento in merito all’esistenza e alla possibilità di procedere al recupero delle restanti somme. Così, proseguendo con l’esempio fatto per la quattordicesima -precisa 50&PiùEnasco- facendo due calcoli, il pensionato rischierebbe di non percepire ben 2.520,00 euro (fino a 5 anni) di arretrati, in tali casi, infatti, sarà necessario, formulare un ricorso amministrativo nei confronti dell’Inps, che sarà deciso dagli organi interni dello stesso ente. Nel caso in cui il ricorso dovesse avere esito negativo, inoltre, bisognerà rivolgersi all’autorità giudiziaria entro tre anni dalla decisione del ricorso da parte dell’Inps“.

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