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Pensioni, in arrivo tagli per 3,6 miliardi in 3 anni

di redazione

Sta per arrivare il conguaglio gennaio-marzo del taglio della rivalutazione annuale degli assegni superiori a 1.522 euro al mese (oltre tre volte il minimo) che sarà operativo dal 1 giugno prossimo, giornata in cui scenderanno in piazza anche i pensionati di Cgil Cisl e Uil.

“Dateci retta” sarà lo slogan della mobilitazione di Piazza San Giovanni a Roma contro la totale mancanza di attenzione alle ragioni dei pensionati da parte del governo.

Il blocco della rivalutazione delle pensioni avrà, secondo uno studio della Uil, “effetti ingenti” sugli assegni pensionistici. Il sindacato infatti stima come una pensione di 1.568 euro nel 2019, di poco dunque superiore a 3 volte il minimo, possa perdere in maniera permanente circa 960 lordi annui.

Un taglio che arriverà a 1.489,64 euro, sempre lordi annui, per quelle pensioni che nel 2011 erano pari a 1.900 euro mensili e che nel corso degli ultimi 8 anni hanno subito un mancato incremento del 6,03% annui. Svanisce di fatto secondo la Uil circa 1 mensilità netta all’anno.

Il blocco produrrà inoltre risparmi per lo Stato pari a 3,6 miliardi di euro per i prossimi 3 anni, che diverranno 17,3 miliardi nel prossimo decennio.

Previsto anche il taglio sulle pensioni d’oro eccedenti i 100 mila euro lordi annui, che varrà per i prossimi 5 anni.La riduzione percentuale sarà del: 15% per la quota di importo da 100.000,01 a 130.000,00 euro; 25% per la quota di importo da 130.000,01 a 200.000,00 euro; 30% per la quota di importo da 200.000,01 a 350.000,00 euro; 35% per la quota di importo da 350.000,01 a 500.000,00 euro; 40% per la quota di importo eccedente i 500.000,01 euro.

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