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Pensione di cittadinanza dal 1° gennaio 2019, reddito cittadinanza dal 1° aprile

di redazione

Per il reddito di cittadinanza e le pensioni di cittadinanza saranno stanziati circa 10 miliardi per il 2019, e 11 miliardi per il 2020 e per il 2021. Il reddito costerà 5,2 miliardi nel 2019, a cui si aggiungeranno circa 2 miliardi per la riforma e il potenziamento dei centri per l’impiego e 2 miliardi per la pensione di cittadinanza.

L’On. Azzolina ha sintetizzato le due misure.

Il reddito di cittadinanza serve a evitare che un cittadino viva sotto della soglia di povertà stabilita in 780 euro mensili (beneficio massimo che diamo al singolo). Ne beneficeranno 6 milioni di persone, che diventano 6 milioni e 700 mila aggiungendo la pensione di cittadinanza.

Per ricevere il reddito di cittadinanza bisogna partecipare a programmi di formazione presso i centri per l’impiego, che saranno riformati e potenziati in linea con i migliori esempi internazionali, in particolare il modello tedesco. In Germania esistono 113mila centri per l’impiego e funzionano bene. In Italia ce ne sono 800 e funzionano male. Per riformarli e potenziarli stanziamo circa 1,5 miliardi.

Le pensioni di cittadinanza arriveranno già a partire dal 1° gennaio 2019, mentre il reddito di cittadinanza dal 1° aprile 2019: il tempo ci serve per avere centri per l’impiego ben funzionanti.

Non c’è nessun assistenzialismo – conclude l’On – e non paghiamo nessuno per stare sul divano: dal lato della domanda il reddito permette di aumentare i consumi ed abbattere la povertà, mentre dal lato dell’offerta permette alla forza lavoro di riqualificarsi. Gli imprenditori avranno quindi risorse qualificate a costo zero.

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