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Pacifico, Anief: GaE aperte, concorsi, sciopero 11 settembre. Precari non si fermano

di redazione

La problematica, per il sindacato Anief, non interessa solo i diplomati magistrale con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/02. Le graduatorie ad esaurimento vanno riaperte per tutti i docenti abilitati e l’organico di fatto trasformato in organico di diritto.

Ne parliamo con Marcello Pacifico presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal.

d. Presidente, si preannuncia un Ferragosto caldo non soltanto per lo sciopero che ha indetto l’Anief e la grande manifestazione dei precari che interesserà la capitale e vede coinvolte, l’11 settembre prossimo, diverse sigle sindacali ma già per le polemiche quotidiane sulla bontà delle decisioni assunte dal Governo nel Decreto Dignità sui concorsi per il personale dell’infanzia e della primaria per rispondere alle decisioni dell’Adunanza Plenaria. Perché tanto fervore?

r. Nessuno può essere contrario a priori ai concorsi previsti dalla Costituzione, anzi, come Anief abbiamo denunciato la Buona Scuola perché prevedeva i nuovi concorsi e il nuovo transitorio soltanto per la scuola superiore. Il problema è che non sono la soluzione, soluzione che però, come specifica l’ufficio legislativo del Parlamento, con il Decreto Dignità è stata introdotta in analogia a quanto previsto da quell’art. 17 del d.lgs. 59/17 sempre criticato da Lega e M5s quando erano all’opposizione. Per non parlare del merito, cioè del fatto che nelle superiori ancora diversi posti andranno vacanti quest’anno perché le commissioni non hanno ancora pubblicato le nuove graduatorie e perché soltanto un precario su due degli aventi diritto ha presentato domanda, mentre per alcune graduatorie di merito ci vorranno 40 anni per essere esaurite. Lo stesso avverrà per la primaria e l’infanzia, se non peggio. In verità, il problema sta nel meccanismo di assegnazione degli incarichi a tempo indeterminato e a tempo determinato della scuola italiana che risente del mancato adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto. Fino a quando lo Stato chiamerà 100 mila supplenti ogni anno, ci vorranno delle graduatorie permanenti da cui attingere per coprire queste supplenze, dei precari da abilitare e da inserire in queste graduatorie che dovranno servire tra un concorso all’altro anche per le immissioni in ruolo per sanare l’abuso dei contratti a termine. Questo scenario non lo descrive l’Anief ma la Corte costituzionale e la Suprema Corte di Cassazione. Per questo difendiamo la riapertura delle Gae previste dal Decreto Mille Proroghe come licenziato dal Senato.

d. In realtà, i due sistemi non sono proprio uguali, perché qui per accedere al concorso ci vogliono 24 mesi di servizio svolti negli ultimi otto anni, così da evitare l’assalto alla diligenza.

r. Appunto, ora si fanno le leggi contra personam . Un provvedimento così illegittimo alimenterà soltanto il contenzioso presso i tribunali per tutte quelle categorie di esclusi, ivi inclusi, gli insegnanti delle paritarie, come ha sempre notato l’ufficio legislativo del Parlamento.

d. Ci sono 7 mila maestre assunte nei ruoli con riserva che ora saranno licenziate e altre 43 mila che non avranno più una supplenza al 30 giugno. Colpa del sindacato, della magistratura o della politica?

r. Guardi il sindacato è colpevole perché doveva denunciare questa anomalia tutta italiana dove un titolo è valido per fare il supplente ma non per entrare di ruolo già dalla formazione delle graduatorie permanenti nel 2002. Anief, appena ha letto il Decreto del Presidente della Repubblica, nel 2014, ha cercato tutela giurisdizionale subito. Ma la colpa più grave sta nelle mancate soluzioni della politica. Come si fa a dire che una laurea in Scienze della Formazione primaria conseguita prima del 2008, poi del 2012 era valida per inserirsi nelle Gae e la stessa laurea conseguita dopo, no, per legge? E che dire delle abilitazioni conseguite con il TFA o il PAS, eredi delle SSIS? Qui, bisogna rispettare il principio di uguaglianza di accesso al pubblico impiego, e ripeto, fino a quando non trasformeremo tutti i posti in organico di fatto, senza titolare, inclusi quelli in deroga su sostegno, avremo migliaia di supplenti e posti autorizzati per le immissioni vacanti.

d. Ma le sentenze vanno rispettate, non devono piacere.

r. Infatti, ne abbiamo rispettate otto passate in giudicato del Consiglio di Stato che hanno permesso l’immissione in ruolo di 2mila maestre e consentito l’immissione in Gae di altrettante. Poi ne abbiamo una dell’Adunanza Plenaria, che influirà certamente su tutto il contenzioso pendente presso il tribunale amministrativo, ma che è sub iudice in Cassazione per eccesso di giurisdizione e per violazione dalla Carta Edu a Lussemburgo per violazione del principio della certezza di diritto. La politica deve prendere atto che per ben due volte ha riaperto le Gae e permesso l’assunzione di tutto il personale abilitato dallo Stato per insegnare, indipendentemente dai nuovi concorsi banditi. D’altronde, mi sembra che ne abbia preso atto con l’emendamento salva-precari approvato dal Senato al Mille proroghe.

d. E’ stata definita estremista la richiesta di confermare nei ruoli delle maestre che saranno licenziate per via di una sentenza della Plenaria …

r. Anche qui, chiamare estremista la tesi di un ex presidente di Cassazione che in un parere pro veritate sostiene come possano essere confermati nei ruoli coloro i quali hanno superato l’anno di prova, mi sembra pura semplicità. E’ una tesi su cui peraltro saranno chiamati i giudici del lavoro a esprimersi. La politica doveva dare una risposta e quella data, cioè la conferma fino al 30 giugno dei contratti in essere, è la meno ragionevole. La continuità didattica non scade come uno yogurt o per cicli scolastici o soltanto per alcuni docenti.

d. Ma allora quale è la soluzione?

r. La soluzione è semplice, al di là dei nuovi concorsi straordinari o ordinari da bandire, bisogna riaprire le Graduatorie ad esaurimento a tutto il personale abilitato, almeno fino a quando lo Stato non stabilizzerà su tutti i posti in organico. Il testo del Mille proroghe licenziato dal Senato va in questa direzione. Scenderemo in piazza a fianco dei precari per difendere questa soluzione, perché trovi il favore anche dell’altro ramo del Parlamento e perché non si scopra che quel Governo che aveva dato parere favorevole possa ora essere contrario soltanto perché si era distratto durante le votazioni. A questo non possiamo proprio credere, quando si vota, si vota sulla vita di migliaia di persone e di studenti.

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