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Pacifico (Anief), con apertura GaE Governo ha opportunità di risolvere precariato. Sciopero ad inizio anno scolastico

di redazione

Intervista a Marcello Pacifico presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal sulla situazione che si è venuta a creare dopo la votazione favorevole all’emendamento di LeU che prevede la riapertura delle GaE per tutti i docenti abilitati, ma che sarebbe intenzione del Governo di modificare.

D. Presidente, in una settimana è successo di tutto e di più, prima la battaglia parlamentare al Decreto Dignità per riaprire le Gae con un emendamento di LeU non accantonato per 60 voti alla Camera, poi l’approvazione di un emendamento analogo al Mille Proroghe in Senato a stragrande maggioranza, quindi le dichiarazioni del senatore Pittoni su un errore commesso e su correzioni future. Cosa ne pensa?

R. Penso che il voto al Senato non possa essere frutto di un semplice errore, in primis, perché ho fiducia nel nostro Parlamento che frequento da quattro legislature, e una cosa del genere non si è mai vista. L’emendamento non riguarda una virgola o una questione marginale ma la vita di 160 mila insegnanti e la continuità didattica di un milione di alunni. Poi, proprio quanto successo dimostra come ancora una volta nonostante alcune proposte sul reclutamento siano state avanzate, la riapertura delle Gae rimanga per un ramo del nostro Parlamento l’unica strada percorribile per un giusta gestione della fase transitoria del personale precario abilitato.

D. Veramente sembra che a settembre l’emendamento verrà ritirato

R. Vedremo, bisogna aspettare le dichiarazioni del Governo per sapere se è sua intenzione cambiare il Milleproroghe o lasciarlo così intonso alla Camera senza una seconda lettura che sarebbe pure difficile visti i tempi ristretti. Ma qui il problema è  di fondo: vuole il Governo assumersi la responsabilità di umiliare migliaia di insegnanti che finalmente potrebbero essere trattati alla stessa maniera dei colleghi precari abilitati prima o riconosciuti come tali prima che si chiudessero le Gae e si riaprissero per ben due volte? Vuole il Governo lasciare diverse cattedre per le immissioni in ruolo vacanti perché il personale abilitato supplente non è  stato inserito nelle Gae? Vuole il Governo lasciare migliaia di cattedre scoperte perché nell’infanzia e primaria le attuali supplenti saranno cacciate dalle Gae? Se la risposta è si, di certo, la politica avrà perso l’opportunità di poter cercare di risolvere un grosso problema.

D. Presidente, Anief è  stata in prima linea nella ricerca dell’approvazione di questo emendamento. Qualcuno accusa il sindacato di essere una potente lobby votata al ricorsificio. Cosa risponde?

R. Mi fanno sorridere alcune affermazioni. Se veramente fossimo un ricorsificio dovremmo volere l’emendamento ritirato perché sana con una scelta politica un contenzioso che poteva essere evitato quando la norma approvata al Decreto Dignità vede tutti i precari pronti a ricorrere in massa. L’interesse di Anief, oggi ancor di più dopo la rappresentatività, è  quello di far funzionare la scuola nel rispetto del diritto dei lavoratori e del diritto all’istruzione degli studenti. Da anni lottiamo perché chiunque sia abilitato sia inserito nelle Gae. L’abbiamo fatto nel 2008 e nel 2012 con emendamenti PD – votati anche dal senatore Pittoni, nda -, l’abbiamo fatto ora nel 2018 con un emendamento L eU. Quelle soluzioni hanno permesso agli abilitati del IX ciclo SSIS, del II ciclo AFAM, dei laureati in SFP di entrare nelle Gae e nei ruoli dello Stato. Poi abbiamo avuto il TFA, il PAS, il riconoscimento del titolo abilitante del diploma magistrale e del diploma tecnico professionale e ancora altri laureati in SFP, ma soprattutto un sistema di supplenze che attinge ormai in maniera fortuita dalle sole graduatorie d’istituto perché le Gae sono esaurite, e un sistema di reclutamento che perde ogni anno posti autorizzati e banditi. Credetemi, la riapertura delle Gae con l’emendamento LeU, oggi non soltanto è  una male minore rispetto alle altre soluzioni prospettate ma un bene necessario. Speriamo che Governo e Maggioranza ne abbiano preso coscienze.

D. Si potrebbe profilare quindi un settembre caldo dal punto di vista sindacale, in caso di ripensamenti?

R. Noi siamo sindacato e abbiamo proclamato ben cinque scioperi generali nel 2018 per riaprire le Gae. Lo sanno bene i politici che se lo ricordano durante la campagna elettorale. Il sesto sciopero sarà proclamato proprio per l’inizio dell’anno scolastico durante il dibattito parlamentare sul mille proroghe per evitare che queste Gae virtualmente aperte siano ancora una volta bloccate, perché prima del voto i deputati possano ascoltare quanto proviene dalla piazza e votare con coscienza e convinzione, come, spero, abbiano fatto al Senato senza ripensamenti su una questione che ha visto anche l’opposizione vigile e attiva. Il Governo Renzi fu molto criticato per le scelte prese nella scuola senza l’ ascolto degli insegnanti, speriamo che il Governo Conte non commetta lo stesso errore. Noi siamo sempre pronti al dialogo ma fermi su una soluzione che portiamo avanti da dieci anni e che ha visto tanti bravi insegnanti entrati nei ruoli dello Stato.

Approvata riapertura GaE per abilitati, ma il Governo è contrario. Pittoni “è stato un errore, rimedieremo”

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