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Orientamento, le competenze per trovare lavoro: ecco quali bisogna avere

di redazione

Se fino a qualche tempo fa le aziende, e per loro i reclutatori, portavano attenzione quasi esclusiva sul possesso di competenze tecniche (le cosiddette hard skills) nella selezione dei candidati a cui affidare ruoli nell’organico aziendale, oggi la situazione sembra che si stia spostando, facendo pesare il piatto della bilancia anche (alcuni direbbero soprattutto) su altri tipi di competenze.

Gli orientatori, consci di queste rinnovate necessità delle aziende, danno pertanto sempre più importanza alle competenze non strettamente tecniche, spingendo affinché le persone in procinto di entrare nel mercato del lavoro sappiano come svilupparle, individuarle e valorizzarle ai fini della ricerca di un’occupazione. Vediamo allora quali sono le categorie di competenze fondamentali (e non strettamente tecniche) nella ricerca di un lavoro e perché sono importanti.

Competenze digitali: prima di tutto le competenze digitali, un genere di competenze per la verità molto “vicine” a quelle tecniche, ma non propriamente tali (ovviamente quando non si parli di profili professionali dell’ICT o del settore dell’informatica, ma non è il caso che stiamo discutendo). Oggi le aziende, secondo quanto emerge da un’importante ricerca di recente pubblicata da AICA, Anitec-Assinform, Assintel, Assinter Italia, Agenzia per l’Italia Digitale e MIUR, cercano sempre più spesso candidati che posseggano le cosiddette digital skills, al di là del ruolo professionale da occupare. Secondo la ricerca, infatti, il 13,8% di tutti gli annunci di lavoro “odierni” in Italia richiede competenze digitali, e il trend è in continua crescita. Di quali competenze si tratta? Prima di tutto la dimestichezza con le principali strumentazioni informatiche (Windows, pacchetto Office spesso con particolare riguardo a Excel, etc.), poi la capacità di navigare in Internet e di utilizzare correttamente la posta elettronica.

Competenze linguistiche: si tratta di competenze, anche in questo caso, sempre più richieste dal mercato del lavoro, basti pensare che il 70% delle aziende che assumono richiede ai candidati la conoscenza di almeno una lingua straniera. E, anche in questo caso, si tratta di competenze non richieste soltanto a coloro il cui ruolo professionale ha a che fare in prima battuta con le lingue. Si prendano per esempio le professioni del turismo e quelle del commercio: Camerieri, Addetti alla ricezione, Albergatori, ma anche Addetti alle vendite e Store manager (soprattutto per grandi marchi del Made in Italy nelle città d’arte o nei grandi centri commerciali/outlet di prodotti di alto profilo). A queste ultime figure professionali, infatti, è sempre più spesso richiesto il possesso di lingue straniere di Paesi da cui partono importanti flussi turistici per l’Italia: cinese e russo, oltre alle lingue più classiche, sono tra quelle in tal senso maggiormente ricercate.

Competenze trasversali: e infine le competenze trasversali, anche dette soft skills, ovvero quelle competenze che riguardano il modo con cui ci relazioniamo agli altri, all’oggetto del lavoro e a noi stessi. Si tratta di competenze molto differenti da quelle tecniche, competenze che le aziende ricercano molto più spesso di quanto si pensi. Si prendano per esempio la capacità di lavorare in gruppo e sotto stress, la leadership, le doti comunicative o la capacità di apprendere: tutte queste, e le altre competenze trasversali, sono per le aziende più che un valora aggiunto, perché in stretta relazione con la buona tenuta del team di lavoro e con il corretto utilizzo delle risorse (anche e soprattutto non materiali) di cui ogni organizzazione dispone.

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