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Non si muove foglia senza una circolare. La “sindrome circolica”. Lettera

di redazione

inviato da Rita Troiani – I numeri sono impressionanti. In un anno più di 700 circolari in una scuola in provincia di Padova, quasi 500 a Cuneo. Circolari interne, esterne, per alunni, genitori, insegnanti, personale ATA e chi più ne ha più ne metta. Ti arrivano su Aruba, Spaggiari, sul sito della scuola di riferimento, sui cellulari, ovunque.

Tutto risponde a verità.

Ma a onor del vero forse sarebbe interessante considerare anche il rovescio di questa medaglia burocratica. La sindrome circolica (sì, colica da circolari) che ha almeno due facce. Saltando la barricata e ponendosi dall’altro lato della luna “istruzionesca” vengono fuori gustose nonché paradossali situazioni.
Gli insegnanti. Gli insegnanti assetati di circolari.

Gli insegnanti che si presentano ai collegi docenti sventolando delibere da impugnare; “avete spostato il cestino della spazzatura senza avvisarci… dov’è la circolare in oggetto?” Contestazioni a colpi di carta da bollo.

Ci sono dei docenti che pretendono una circolare anche per sapere che devono leggere le circolari. Si richiedono circolari a spiegazione di altre circolari e invece di guardare al bene della scuola si pretende una circolare per tutte le stagioni. Il buon senso è andato a farsi benedire da tempo. Il nero su bianco rasenta la follia. Un’iniziativa presa in urgenza per non far perdere una chance all’istituto è malvista in quanto non preceduta da convocazione, circolare e dichiarazione protocollata. Non solo è sconveniente il passo più lungo della gamba, ma soprattutto quello più in là della circolare X o della circolare Y. Senza circolare ti attaccano, deridono, impugnano, disarcionano. Si fa dell’ironia, ci si guarda disorientati senza quei fogli da vistare. I turni di sorveglianza devono passare da una circolare e poi ci vuole una circolare per spiegare i criteri di assegnazione dei turni medesimi. Una circolare non si deve negare a nessuno, signori miei. Un preside a corto di circolari non vale niente. Anzi, è un despota, un monarca, un cattivone.

La circolare è sinonimo di qualità, anzi di trasparenza, per usare un termine in voga. Alla domanda dove sta scritto si pretende alacremente la risposta: nella circolare tal dei tali. Senza una circolare non si attraversa nemmeno il corridoio. Collegio, consiglio d’istituto, consigli di classe, di materia, giunte… vogliamo circolari che facciano circolare notizie, ordini e decisioni. Gli insegnanti che non ricevono circolari si sentono smarriti, svuotati, delusi. Magari non le leggono, ma… ehi, una circolare a proposito del cancelletto con la maniglia da sostituire me la vuoi negare? Nooo!

Alcuni docenti mitragliano le istituzioni scolastiche perché vedono il marcio non solo nelle scuole danesi, ma anche in quelle italiane. Ma una circolare mette tutti d’accordo. E mutuando il detto donboschiano… Da’ a me una circolare e prendi il resto!

RITA TROIANI
DS ITCG PRIMO LEVI SEREGNO (MB)

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