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Lo psicologo a scuola: il punto di vista dei docenti

di redazione

In questi ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento delle problematiche all’interno del sistema scolastico: i recenti episodi di cronaca testimoniano come la scuola sia sempre più caratterizzata da esigenze complesse e da richieste di intervento immediato che coinvolgono alunni, genitori ed insegnanti.

La scuola è la principale agenzia educativa dopo la famiglia, in cui bambini ed adolescenti trascorrono quasi i due terzi della giornata: questo aspetto la rende una delle dimensioni di vita più significative in termini di formazione e di crescita individuale, affettiva e relazionale.

Nel percorso di crescita le difficoltà evolutive possono diventare occasioni di trasformazione e di sviluppo positive solo se contornate da un ambiente attento a cogliere tali criticità e proteso a sostenerne i bisogni. All’interno del contesto scuola i dirigenti e i docenti sono quotidianamente chiamati a farsi carico delle difficoltà su un duplice piano, dovendo rispondere sia alla responsabilità formativa e didattica degli alunni, che alla doverosa quanto delicata e complessa mediazione con le famiglie.

Ne consegue un aumento del carico di lavoro che può gravare sulla qualità dell’insegnamento e di conseguenza dell’apprendimento e più in generale sul livello di benessere della scuola e dei suoi protagonisti. Si è dunque dinanzi all’esigenza e soprattutto alla necessità di prendersi cura di tutti coloro che operano all’interno del contesto scuola, riconoscendone in primis il valore dell’impegno e del ruolo professionale.

“Lo Psicologo Scolastico: il punto di vista dei docenti”.

Su queste basi è stato creato il Gruppo di Lavoro (GdL) Nazionale di Psicologia Scolastica, costituito da Laureate in Psicologia, Psicologhe e Psicoterapeute, unite dalla passione per il mondo della scuola. Come GdL ci siamo proposte di indagare quali sono le reali difficoltà che il sistema scolastico deve affrontare, progettando un’attiva collaborazione con il personale scolastico che dentro questa realtà vive quotidianamente.

E’ nata quindi l’idea di svolgere un’indagine esplorativa attraverso la costruzione e la somministrazione di un questionario dal titolo “Lo Psicologo Scolastico: il punto di vista dei docenti”.

Un campione di 440 insegnanti provenienti da tutta Italia ed operanti in tutti i gradi scolastici, dall’asilo nido alla scuola secondaria di primo e secondo grado, ha costituito il nucleo osservativo di riferimento. Nella scuola e fra i docenti che la vivono quotidianamente abbiamo trovato le risposte ai nostri interrogativi: la scelta di indagare il loro punto di vista nasce infatti proprio dalla volontà di porre al centro del cambiamento scolastico il reale vissuto dei suoi protagonisti. La lunga permanenza all’interno dell’ambiente scolastico dei docenti coinvolti (dai 10 ai 20 anni di servizio per più della metà del campione) ci ha offerto un’idea strutturata e consapevole del loro vissuto.

Come emerso dal nostro questionario, uno dei problemi maggiormente evidenziati dagli insegnanti risulta essere la gestione delle classi difficili, seguito dalla gestione degli alunni con un bisogno educativo speciale “BES” o con un disturbo specifico dell’apprendimento “DSA”. Vengono inoltre evidenziati problemi relativi alla scarsa comunicazione fra scuola e famiglia ed in ultimo una mancata organizzazione del lavoro di rete tra insegnanti e tra insegnanti e dirigenti scolastici.

Intervento dello psicologo: in cosa aiuta

Gli aspetti maggiormente apprezzati dai docenti in merito agli interventi psicologici sperimentati durante la propria attività scolastica risultano essere in primis la collaborazione nella gestione dei conflitti all’interno del gruppo classe seguiti dalla mediazione tra insegnanti e famiglie, e da interventi sulla tematica del bullismo e sull’educazione socio-affettiva rivolti agli alunni.

Non ultimo la formazione del corpo docente sul riconoscimento precoce di varie problematiche e le relative modalità per affrontarle. I dati raccolti vanno dunque nella direzione del riconoscimento della figura dello Psicologo Scolastico come un professionista che può operare attraverso svariate modalità oltre alla classica attività dello “sportello d’ascolto”, peraltro già ripensato dal GdL in un’ottica interattiva e dinamica. I dati inoltre mostrano chiaramente come solo dalla collaborazione tra psicologi e corpo docente sia possibile promuovere il ben-essere scolastico di tutti gli attori coinvolti, ed è dunque proprio da tale collaborazione che bisogna ripartire per ridare benessere alla scuola.

Ad oggi gravano sulla quotidianità degli insegnanti un mancato riconoscimento professionale che si aggiunge alle reali difficoltà nella gestione delle classi, appesantite dalle eccessive richieste da parte del sistema scuola. È pertanto necessario riconoscere e valorizzare l’impegno lavorativo dei docenti e le responsabilità inevitabilmente connesse al loro ruolo professionale; occorre accogliere e dare voce alle fatiche emotive, fisiche, e relazionali che quotidianamente essi si trovano a vivere.

Da qui l’importanza di partire dall ’esplicitazione delle aspettative e dalla condivisione degli obiettivi per ottimizzare al meglio gli interventi, coinvolgendo maggiormente il corpo docente e favorendo una collaborazione costante tra alunni, insegnanti e genitori, attraverso una definizione realistica degli obiettivi anche in base alle tempistiche e ai finanziamenti disponibili.

I dati raccolti attraverso il questionario offrono un dato recente a sostegno della necessità della presenza costante dello Psicologo all’interno della scuola al fine di poter attivare servizi strutturati a più livelli e per le diverse aree di intervento quali: attività di prevenzione primaria, promozione della salute e gestione delle situazioni di disagio conclamato.

Lo sportello di ascolto

In questa direzione ad esempio va la nostra concezione dinamica dello sportello d’ascolto, punto di partenza per individuare l’esistenza di situazioni complesse su cui intervenire per accogliere il disagio del singolo, andando così ad operare un cambiamento condiviso e strutturato all’interno del contesto scolastico.

La nostra proposta operativa va dunque verso il superamento dell’idea riduttiva per cui l’intervento dello Psicologo nella scuola sia utile al “solo” fine di arginare situazioni di emergenza e di disagio conclamato e dà quindi spazio all’enorme lavoro di prevenzione primaria e secondaria che porta ad una più facile gestione delle varie criticità e delle problematiche proprie della quotidianità scolastica.

Il pregiudizio secondo cui lo psicologo entri a scuola al solo fine di “controllare” il lavoro altrui non ha permesso ad oggi alla scuola di poter usufruire di una reale risorsa il cui fine è collaborare per il ben-essere collettivo.

Il disagio conclamato ed il malessere presente nelle relazioni interne al sistema scolastico sono esempi tangibili di come il pregiudizio abbia sino ad ora permesso che i bisogni di insegnanti e studenti venissero ignorati, sino a costituire un problema di cui loro stessi, paradossalmente, hanno dovuto farsi carico. La presenza dello psicologo a scuola offre la possibilità di accogliere quei bisogni affinché questi non diventino problemi e di intervenire sul disagio affinché questo non diventi un ostacolo per lo svolgimento della didattica. Permettere ad un insegnante di essere ascoltato valorizza implicitamente il suo grado di efficienza, che a sua volta diventa fonte di un apprendimento efficace e costruttivo per l’alunno che lo riceve. Un apprendimento dunque che mira non solo ad un passaggio sterile di conoscenze e competenze, ma ad un coinvolgimento relazionale di crescita reciproca.

In questa ottica di coesione, il GdL di Psicologia Scolastica, pensa ad uno Psicologo tra i banchi di Scuola!

*(GDL): Isabel Canicatti, Daniela Cusimano, Caterina D’Amore, Simona Fabro, Maria Grazia Flore, Elisabetta Fraietta, Manuela Iannucci, Emanuela Lopez, Graziana Marra, Debora Mori, sMelania Oliviero, Katia Querin, Francesca Rendine, Alessandra Sheila Vincitore, Elisa Vogliotti.

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