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Linee Guida Bussetti, delusi gli studenti: nessun impegno concreto

di redazione

Ieri il Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti ha presentato al Senato le linee programmatiche di intervento per la legislatura corrente.

Giammarco Manfreda, Coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, dichiara: ”Nell’intervento del neo-Ministro Marco Bussetti al Senato dobbiamo purtroppo notare come sia ancora completamente assente il tema del diritto allo studio e pensiamo sia imbarazzante l’assenza di riferimenti al quadro preoccupante che hanno delineato i risultati delle prove invalsi.

Oggi avremmo voluto sentire che tra i primi obiettivi da porre in agenda ci fosse un investimento reale nella delega per il diritto allo studio e il welfare studentesco approvata nella legislatura passata, avremmo voluto notare un impegno reale a garantire a tutte e tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche di partenza, l’accesso ai livelli più alti dell’istruzione, avremmo voluto che si ponesse un’attenzione forte al sistema di servizi di base come libri di testo e mobilità che costano alle famiglie una spesa eccessivamente alta.

Al contrario, abbiamo potuto ascoltare un insieme di obiettivi fumosi e poco chiari che non ci lasciano ben sperare.

Sull’edilizia scolastica si parla di un’attenzione particolare e un investimento forte per garantire agli studenti sicurezza e salubrità dei luoghi dell’istruzione ma non si parla di come il Ministero intende affrontare il problema di un’anagrafe nazionale che non funziona e di più di 4 miliardi dei 9 stanziati nel corso della precedente stagione di Governo stanziati ma non ancora utilizzati.

Sul tema dell‘alternanza scuola lavoro possiamo certamente dire che sembra esserci unità di intenti in ottica di porre un freno ai progetti non in linea con i percorsi formativi ma se in prima istanza sembra essere uno degli aspetti più positivi dobbiamo sottolineare come le parole del Ministro lascino intendere una visione del suddetto strumento come un avvicinamento sempre più pericoloso e di subordinazione del mondo della scuola a quello del lavoro, senza far assolutamente cenno per di più alla necessità di investire sulla formazione dei tutor interni ed esterni. Si è parlato tanto e giustamente di misure per incentivare l’inclusione degli studenti con disabilità e di quelli con Bisogni Educativi Speciali ma non una parola è stata spesa per comprendere come vuole essere affrontata una grande esigenza come quella dell’inclusione degli studenti migranti di prima e seconda generazione che tutti i giorni vivono la scuola insieme a noi”.

Elisa Marchetti, Coordinatrice Nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: ”Il Ministro relega il diritto allo studio universitario ad un tema del tutto marginale. Il tempo dedicato ad affrontare questa tematica così ampia è brevissimo e le parole spese sono approssimative e sommarie, come per la appena citata estensione della no-tax area a una più ampia platea di studenti. Si tratta di fatto di una replica sterile delle poche righe contenute nel contratto di governo. Parole, che nelle poche occasioni di attuazione concreta hanno già mostrato il vero significato.

Dal Governo infatti non c’è stata una parola sui prestiti d’onore, così come nessuna smentita sulla nomina del relatore della legge Gelmini, Valditara, a capo dipartimento dell’Università. Anzi, nel riportare le linee guida sul diritto allo studio, si parla di una stabilizzazione del Fondo Integrativo Statale per le borse di studio invece che di un suo aumento, necessario come mostra l’esistenza degli idonei non beneficiari, e si ribadisce la volontà di utilizzare test attitudinali come prove di accesso ai corsi universitari. Bussetti mette sul piatto un non meglio specificato aumento dell’organico complessivo e parla inoltre di una generica necessità di investire in ricerca e di sviluppare la terza missione, ma anche in questo caso proponendo ricette vecchie e limitative come l’implementazione dei dottorati industriali. In sintesi, oggi ci è stata data ancora una volta la conferma che università e ricerca non sono campi di interesse del Governo.”

Concludono Marchetti e Manfreda:” Siamo complessivamente molto preoccupati dell’idea d’istruzione che emerge dall’intervento del Ministro Bussetti. Si continua a perpetrare una cultura errata in cui lo studente non viene considerato come parte attiva del sistema educativo e quindi visto come semplice ospite di un contesto a lui estraneo, dove sembra avere solo doveri e pochissimi diritti. Saremo pronti a tornare nelle piazze e a rivendicare un sistema che veda scuola e università come strumenti di ascensione sociale, liberi gratuiti e aperti a tutte e tutti.

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