Licenziabilità del personale della scuola. Sarà rivista anche malattia, mobilità, ferie, permessi e assenze

di Paolo Damanti

Oltre la legge Brunetta per la licenziabilità degli impiegati pubblici, ma si vedranno anche le regole relative ai diritti e ai doveri degli impiegati pubblici, personale della scuola inclusi. Il terreno di dibattito, il Decreto Madia.

Oltre la legge Brunetta per la licenziabilità degli impiegati pubblici, ma si vedranno anche le regole relative ai diritti e ai doveri degli impiegati pubblici, personale della scuola inclusi. Il terreno di dibattito, il Decreto Madia.

"Leggo – scrive Renzi sul proprio profilo Tweet – di 83 vigili su 100 a Roma che non lavorano "per malattia" il 31dic. Ecco perché nel 2015 cambiamo regole pubblico impiego #Buon2015". La virgolettatura del termine "malattia", la dice lunga. Non è un segreto che sia nelle mire di questo Governo modificare i diritti e i doveri degli impiegati. Il riferimento ai docenti è molto chiaro, scritto nero su  bianco, nell'opuscolo "La Buona scuola". Interventi son prospettati relativamente a: mobilità, congedi parentali, ferie, festività, permessi, assenze per malattie, aspettative, diritti sindacali, orario di servizio, divieto di cumulo incarichi etc …

Ma anche relativamente alle "sanzioni disciplinari", licenziamento incluso. E su quest'ultimo, in questi giorni si è accesso un dibattito che ha visto fazioni diverse scontrarsi sull'applicabilità delle regole a tutele crescenti contenute nel Job Act.

Non si applicano alla Pubblica Amministrazione, ha chiarito il Premier, ma una riformulazione del rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici avverrà nel Decreto Madia.

Lo scontro si è consumato attorno alla licenziabilità dei dipendenti, che in realtà è prevista dal Dlgs 150 del 2009. Dlgs che ha determinato le regole del licenziamento disciplinare che è, secondo il giudizio di molti, di difficile applicazione.

Infatti, il licenziamento deve essere legato al rendimento dei dipendente per un arco temporale non inferiore al biennio. Oltre al fatto che le procedure per il licenziamento sono molto lente.

Della questione, ha detto lo stesso Renzi, se ne discuterà nel Ddl Madia, sulla riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, che al momento è in esame al Senato.

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Vedremo come si tradurrà questo impegno da parte del Premier. Infatti, sarebbe intenzione di utilizzare l'articolo 13 del Ddl, con l'aggiunta di norme che regolino questi aspetti.

A spingere Scelta Civica che è intervenuta sull'argomento tramite Pietro Ichino e la stessa Onorevole Tinagli che ha fatto specifico riferimento ai nuovi 150mila docenti che a breve saranno assunti a seguito del piano previsto dalla Legge di Stabilità.

Anche se le modifiche all'articolo in questione prevederebbero una riapertura dei termini per la presentazione degli emendamenti.

Attorno alla licenziabilità dei dipendenti pare, dunque, si sia riaperta la partita che sarà giocata senza esclusione di colpi nei prossimi mesi, cui si aggiungerà anche la questione legata allo stato giuridico e ai diritti-doveri.

150 mila nuovi assunzioni, ma licenziamenti facili per ragioni economiche e disciplinari? Contratto a tutele crescenti, cos'è?

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