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Lezioni private, mercato da 800 mln. Discipline con maggior numero di insufficienze

di redazione

Come ogni anno, in prossimità della fine dell’anno scolastico, si torna a parlare del business legato alle lezioni private per recuperare i debiti formativi, i cui numeri sono elevati e i guadagni in nero (il fenomeno è comunque presente già nel corso dell’anno scolastico).

I numeri e le cifre

A parlarne è il Corriere.it, in un articolo di Valentina Santarpia, che evidenzia innanzitutto il numero degli studenti coinvolti, le cifre in ballo e il fatto che le prestazioni dei professori vengono svolte in nero:

Più di un milione di studenti coinvolti, un mercato stimato in 800 milioni di euro, un costo medio per le famiglie di 1620 euro all’anno, e un enorme voragine per il fisco se, come certifica una ricerca della Fondazione Einaudi, il 90% delle prestazioni viene effettuato «a nero».

Nello specifico, ricorrono alle lezioni private il 52% degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e il 34% degli alunni delle scuole secondarie di primo grado.

Indirizzo di studio e debiti formativi

Nella scuola secondaria di secondo grado, secondo  dati Miur  relativi all’a.s. 2015/2016,  il 22,3% degli alunni ha presentato insufficienze in una o più materie, che ha dovuto recuperare prima del”inizio dell’anno scolastico successivo.

Il maggior numero di alunni con insufficienze si è registrato presso gli  istituti tecnici (26,1%) e professionali (24%). Le percentuali più basse, invece, sono state riscontrate nei licei (19,1%).

Discipline e insufficienze

Le difficoltà maggiori degli studenti riguardano l’italiano, relativamente al quale è stato rilevato il maggior numero di insufficienze, seguito dalla lingua straniera.

La Buona Scuola

Le riforme, si legge nell’articolo della Santarpia, hanno sempre ignorato il problema, Buona Scuola compresa. Quest’ultima avrebbe potuto risolverlo con i docenti di potenziamento, ma non lo ha fatto in quanto la maggior parte dei posti assegnati alle scuole non corrisponde alle discipline in cui i ragazzi presentano maggiori carenze.

In sostanza si è persa un’occasione, considerato che i fondi ministeriali destinati ai tradizionali corsi di recupero sono insufficienti.

Per la scuola media, aggiungiamo noi, la riforma ha previsto l’attivazione, da parte delle scuole di strategie e azioni per il miglioramento dei livelli di apprendimento, qualora gli studenti presentino carenze in una o più discipline, tuttavia non si hanno notizie di ulteriori risorse in merito.

 

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