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Le esclusioni incomprensibili del Salva-Precari, Anief non ci sta

di redazione

Comunicato Anief – Fatte fuori intere categorie e migliaia di insegnanti, ma il sindacato è pronto a battersi per loro. Marcello Pacifico, ai microfoni di Orizzonte Scuola: “Concorso straordinario riservato agli insegnanti con almeno 3 anni di anzianità? Dopo le novità del Decreto Dignità in Italia, riteniamo che il servizio di 180 giorni l’anno per due anni sia sufficiente”

Il limite principale del cosiddetto Salva-Precari? Le tante esclusioni. Anief ha già verificato che ci sono almeno quindici motivi per impugnarlo e chiederà ai parlamentari di emendare il testo. Intanto il giovane sindacato rappresentativo continua a far sentire la propria voce.

I LIMITI DEL CONCORSO STRAORDINARIO

Precariato e supplentite non sono presi di petto dal nuovo governo, che vola basso e sembra avere obiettivi molto piccoli rispetto alle falle della scuola italiana e a un reclutamento che, per un motivo o per un altro, si inceppa. “La supplentite – fa notare il professore Pacifico – è ancora più sentita nell’infanzia e nella primaria. Allora come sindacato ci chiediamo che senso abbia fare un concorso per le superiori e non per i docenti diplomati magistrali, per gli educatori e per i laureati in Scienza della formazione primaria. Il decreto prevede che il concorso straordinario sia riservato agli insegnanti che abbiano almeno 3 anni di anzianità pregressa nella scuola secondaria statale. Anief lo contesta, perché il Decreto Dignità in Italia ha rimodulato il decreto legislativo che applica in Italia la Direttiva comunitaria sul precariato, limitando a 24 mesi, dunque due anni e non tre, il servizio a tempo determinato. E quindi chiediamo il riallineamento anche nella scuola anche per dare una risposta alla Commissione europea che ha avviato una procedura di infrazione. Noi riteniamo che il servizio di 180 giorni all’anno per due anni sia sufficiente”.

DOCENTI DI RELIGIONE E DI SOSTEGNO

Nel corso dell’intervista Marcello Pacifico tocca anche altri temi molto caldi, che sono sempre all’attenzione di Anief. “Ovviamente – osserva – rimane il problema degli insegnanti di Religione cattolica che sono fuori da questo programma e il fatto che nel decreto non si parla di gente senza specializzazione che viene chiamata a insegnare sul sostegno. Ritenuta idonea per insegnare ai nostri bambini. Ma non idonea per essere assunta in ruolo neppure sotto la condizione di dover conseguire il titolo di specializzazione su sostegno. Invece si dovrebbe chiedere e dire: caro docente, tu per due anni hai insegnato sul sostegno? Non lo potevi fare, ma l’hai fatto? Allora ti faccio partecipare al concorso su sostegno a una condizione: che se vinci dovrai conseguire il titolo di specializzazione”.

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