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La scuola si muove… E il sindaco non la aprirà

di Vincenzo Brancatisano

La scuola primaria non è sicura e lui si rifiuta di aprire i cancelli il 14 settembre, data di inizio del nuvo anno scolastico. La scuola, anzi, sta proprio scivolando.

 

Quindi, si chiede: “Quante scuole della nostra provincia e dell’intera nazione sono sicure e rispettano le norme antisismiche? Possiamo stare tranquilli quando i nostri figli si trovano a scuola?”. Domenico Stranieri ha 39 anni ed è da pochi mesi il nuovo sindaco di Sant’Agata del Bianco, una cittadina in provincia di Reggio Calabria, nel pieno della Locride, che ha dato i natali a tanti artisti, e anche paese natio del compianto scrittore Saverio Strati che con “Il Selvaggio di Santa Venere” vinse il Premio Campiello nel 1977. Laureato in Filosofia con una tesi sui problemi etici nei trapianti tra viventi, e a capo ora di un’amministrazione costituita di consiglieri e assessori giovanissimi, il sindaco Stranieri, a pochi giorni dal sisma che ha colpito il Centro Italia, si trova ad affrontare un problema più concreto che filosofico: il trapianto della scuola primaria “Corrado Alvaro” (altro scrittore nato nel contiguo paese di San Luca) dall’attuale sede, che lui ha denunciato essere a rischio crollo, a una sede più sicura. Per questo accoglierà alunni, insegnanti e personale Ata al piano terra della “sua” Casa comunale. Con la scommessa – per lui è un impegno etico e politico – che sarà fatto ogni sforzo affinché il trasferimento temporaneo e urgente venga accompagnato dalla messa in sicurezza della struttura con l’intenzione di conservarla, che vorrebbe dire anche e soprattutto evitare il progressivo spopolamento del paese. La sua iniziativa ha fatto scalpore, tanto che proprio oggi sarà protagonista della puntata di Tv7 su Rai 1 in seconda serata.

Sindaco Domenico Stranieri, Lei ha annunciato che non aprirà la scuola il 14 settembre, per mancanza dei requisiti di sicurezza. Ci spieghi come stanno le cose.

Prima della tragedia provocata dal sisma del 24 agosto nel Centro Italia, in una riunione pubblica con i genitori degli alunni di Sant’Agata del Bianco, avevo già espresso il mio pensiero: e cioè che in assenza di normali condizioni di sicurezza avrei temporaneamente chiuso la scuola. Difatti, i problemi esistenti risultano fin troppo evidenti. Un’ala della scuola sta ‘scivolando’ verso il lato destro della struttura. L’ufficio Tecnico del Comune ha confermato, con una dichiarazione di inagibilità, che l’edificio ha bisogno di un serio intervento di messa in sicurezza. Così con un’ordinanza ho comunicato ufficialmente la mia inevitabile scelta”.

Non esistono edifici pubblici con certificato di stabilità?

Sicuramente non esistono edifici pubblici che possono ospitare una scuola. Attendiamo da decenni il ripristino dell’ex macello, dell’asilo nido e di altre strutture. Ma, quasi per una maledizione, il tempo passa ma tutto è rimasto fermo”.

Qual è la soluzione che ha trovato per risolvere il problema nell’immediato, visto che l’anno scolastico sta per iniziare?

La scuola è stata spostata al piano terra dell’edificio comunale. Tutta l’area è stata svuotata per lasciare spazio alle classi e ad un laboratorio didattico. La speranza è che sia soltanto una soluzione temporanea”.

In un paese vicino, Caraffa del Bianco, esiste una scuola elementare. Unire i due plessi non sarebbe una possibile soluzione che eviterebbe i disagi della pluriclasse?

A parte il fatto che quest’anno non c’erano i tempi tecnici – noi ci siamo insediati solo il 18 giugno 2016 – le pluriclassi non si sarebbero ugualmente evitate visto che non è possibile accorpare classi di tempo pieno (Caraffa) con classi di tempo normale (Sant’Agata)”.

Quando chiude una scuola è una tragedia. Se chiude per insicurezza è come se fosse caduta. Ma che cosa significa, anche sul piano simbolico, per un piccolo paese come Sant’Agata la cancellazione di una scuola elementare?

Proprio perché Sant’Agata è un piccolo paese, la scuola svolge un ruolo che è insostituibile. Ne sono convinti i cittadini, le maestre e gli alunni. Pensi che il plesso, che include anche un campetto e una palestra, è utilizzato dalla Scuola Calcio, per fare aerobica, teatro, ed è sede di scuola materna. Insomma, la struttura è il cuore pulsante del paese, un punto di riferimento a cui è difficile rinunciare. Non credo sia un’eresia lottare per ripristinarla. Per chiudere un’istituzione o abbandonare un paese c’è sempre tempo. Lasciare che tutto si perda e rassegnarsi al destino di morte di una comunità, senza lottare, non fa parte del nostro programma e della nostra idea di politica”.

L’intervento non rischia di essere interpretato come operazione di campanilismo?

Anni fa, quando la scuola non presentava nessun segno che potesse far pensare ad una situazione di pericolo, ogni Comune ha provato a mantenere il proprio plesso. Eppure, se facciamo un discorso a lungo termine, il mio è un paese montano che gode di molti vantaggi garantiti dalla legge. Ad esempio, a Sant’Agata è possibile formare una classe con meno alunni rispetto ad altri Comuni che non sono montani”.

Quindi?

Quindi, per noi è importante mettere in sicurezza la scuola anche perché, se in futuro si dovesse presentare la necessità di chiusura delle scuole del territorio, a causa dello spopolamento dei piccoli Comuni o per disposizioni legislative, gli alunni di questa vallata eviteranno di frequentare istituti lontani – e quindi di percorrere tanti kilometri, con grandi disagi e con notevoli aggravi di spesa per le famiglie – solo se esisterà la scuola di Sant’Agata”.

In pochi mesi dal suo insediamento tutti le riconoscono il grande ruolo di rinnovamento su vari fronti. E questa serasarà protagonista di una storia raccontata nella trasmissione televisiva Tv Sette, su Rai1. Quale traccia vuole lasciare come sindaco nella conservazione della comunità scolastica a Sant’Agata?

Io sono sindaco da due mesi e mezzo e mi sono limitato a far conoscere un problema. E cioè che il mio paese è senza scuola. La soluzione più facile sarebbe lasciarla cadere o abbandonarla. Ma noi chiediamo che venga messa in sicurezza. Segnalare i mali di un territorio e cercare di contrastarli è il metodo che abbiamo applicato sia per quanto riguarda, ad esempio, il depuratore, sia per quanto riguarda la scuola. Ecco, avere il coraggio di lottare per la propria terra, è questa la traccia che vogliamo lasciare. Non c’è altra via per un’Amministrazione come la nostra composta interamente da giovani che hanno scelto di abitare qui. Ma mi permetta di fare una domanda provocatoria: non è che adesso che la scuola di Sant’Agata è nel palazzo comunale – struttura a norma – siamo una delle scuole più sicure d’Italia? Vede, in questo momento, il vero problema da far emergere è: quante scuole della nostra provincia e dell’intera nazione sono sicure e rispettano le norme antisismiche? Possiamo stare tranquilli quando i nostri figli si trovano a scuola?

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