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La scuola deve parlare di educazione sessuale, ambientale, alimentare, se vuole vincere la sfida educativa

di redazione

Vincenzo Musacchio, Direttore scientifico della Scuola di Legalità “don Peppe Diana” di Roma e del Molise – E’ inutile continuare a prendersi in giro, la scuola è lo specchio della società italiana.

Ho sempre pensato che la scuola pubblica avesse un senso se si proponesse oltre all’istruzione anche l’educazione instillando nei giovani un’identità culturale e quei valori fondamentali universalmente riconosciuti

Educare i giovani a essere buoni cittadini è impresa titanica, specialmente se la società in cui vivono quei valori li ha perduti da qualche tempo. Come si fa a infondere fiducia nelle istituzioni se queste spesso sono corrotte? Come si fa a spronarli ad agire nella legalità se la società di oggi premia i disonesti e gli immeritevoli? Come si fa a dare loro dei modelli positivi cui ispirarsi se è la società stessa a promuovere modelli altamente negativi?

Quando ero bambino i miei modelli -suggeriti dalla mia maestra spiegando i loro ruoli – erano il medico, il veterinario, il pilota di aereo. I modelli oggi sono i calciatori, le veline, i concorrenti del grande fratello. Sono questi, purtroppo, gli esempi proposti quotidianamente dai mass-media.

L’ultimo baluardo, ancor più della famiglia, resta dunque il sistema “scuola” che di conseguenza non può non avere finalità educative, se vuole orientare, motivare e promuovere nei giovani comportamenti positivi. Per far questo, tuttavia, occorrerà recuperare un rapporto “nitido” tra nuove generazioni e modelli comportamentali.

Non dobbiamo sottacere che ad aggravare la situazione già precaria contribuisce il mondo della virtualità con i suoi social networks che stanno mettendo in crisi non solo la scuola ma anche la famiglia e i rapporti interpersonali con le gravissime conseguenze che ne derivano. Assistiamo passivamente a un’insanabile contraddizione tra mondo reale e virtuale.

La scuola di oggi credo debba recuperare quei principi di natura etica da tempo ormai perduti. Occorre dispiegare una forte azione di convincimento morale che predisponga ai valori del rispetto, della tolleranza, dell’ossequio delle regole, del rispetto della dignità umana e di tanti altri principi che fortunatamente ritroviamo tutti nella nostra “Bibbia laica”: la Costituzione Repubblicana.

Questi valori vanno difesi e promossi ma la migliore educazione proviene dall’esempio e dai modelli cui ispirarsi. Come affermava con forza Sandro Pertini: “I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo”.

Sono fermamente convinto che sarà la scuola il luogo dove si giocheranno partite molto importanti per i nuovi valori del prossimo futuro. Ma affinché ciò possa accadere, si dovranno affrontare temi delicatissimi e complessi come l’educazione sessuale, quella ambientale, quella alimentare. Non secondari saranno i problemi che stritolano i nostri giovani: droghe, alcool, bullismo. Quando ti senti dire da una ragazzina di tredici anni che beve per dimenticare, comprendi che l’educazione scolastica moderna non possa rinunciare al progetto di creare le condizioni per lo sviluppo di persone indipendenti, che realizzino se stessi in un proprio progetto di vita consapevole. Sarà questa la grande sfida del futuro e la scuola non potrà non svolgere il suo ruolo fondamentale!

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