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La regione Veneto investe 2,5 milioni di euro per tecnici del restauro dei beni culturali

di redazione

Regione Veneto – La Regione Veneto rifinanzia i corsi per tecnici del restauro dei beni culturali, investendo due milioni e mezzo di euro su una figura di supporto a quella del restauratori, indispensabile per assicurare la conservazione di beni e materiali ad alto valore culturale, dai tessuti storici ai giardini delle ville, dagli strumenti musicali ai manufatti in pietra.

Con la delibera approvata in questi giorni, su proposta dell’assessore alla formazione e al lavoro Elena Donazzan, si mette in moto il meccanismo dei bandi per la presentazione dei progetti formativi: le proposte progettuali dovranno pervenire entro il prossimo 20 settembre. Attualmente sono in corso in Veneto 25 interventi formativi finanziati dalla Regione, che stanno coinvolgendo 165 futuri tecnici del restauro.

“Il Veneto è la terza regione d’Italia, dopo Lazio e Toscana, per quantità di opere d’arte presenti nel proprio territorio – fa notare l’assessore Donazzan – La necessità di interventi di conservazione e restauro è molto avvertita e coinvolge istituzioni pubbliche e private, aziende e singoli cittadini. Non solo: il Veneto vanta eccellenze universalmente riconosciute nel campo della conservazione del patrimonio storico, culturale, artistico e architettonico che meritano di essere sostenute con un adeguato affiancamento formativo. Ecco perché la Regione investe risorse significative del programma FSE per creare percorsi tecnici che qualifichino figure competenti e specializzate in un ambito altamente qualificato, che risulta strategico anche in termini economici e di valorizzazione turistica del territorio”.

I corsi triennali, di 900 ore annuali di cui dal 30 al 50 per cento in azienda o nei cantieri scuola sotto l’occhio vigile di un maestro-formatore, saranno tenuti da docenti universitari, restauratori e professionisti abilitati all’insegnamento. Si rivolgono a diplomati di scuola superiore, inoccupati o disoccupati, italiani o stranieri, purchè in possesso di un adeguato livello di conoscenza della lingua italiana.

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