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Insegnanti e uso della voce: come fare per non sforzarla. Esempi pratici

di Francesco Schipani

A molte persone, che per motivi professionali fanno uso intensivo della propria voce (insegnanti, avvocati, conferenzieri ecc.), capita spesso di avere mal di gola o raucedine al termine della giornata.

A meno che non ci siano motivazioni più serie, nella maggior parte dei casi il problema può essere risolto imparando a inviare la giusta quantità d’aria alle corde vocali e a fare in modo che tale flusso sia costante.

Sull’argomento segnalo l’ottimo libro di Roger Love Libera la tua voce, dal quale traggo l’esercizio che sto per presentare, che consiglio ai miei colleghi e che illustro anche nel mio Manuale di lettura espressiva insieme ad altre pratiche per migliorare la voce.

Nel cd allegato al testo, l’autore, il più famoso vocal coach a livello mondiale, propone una serie di vocalizzi pensati e strutturati in modo tale da correggere automaticamente la stragrande maggioranza dei problemi legati al parlato: le sillabe dei vocalizzi gug, gag, mum, mam, nou, ney, na permettono di “dirigere una quantità crescente d’aria verso le corde vocali” e, conseguentemente, poter parlare senza affaticamenti o perdite di qualità. Basta svolgere l’esercizio (circa venti minuti al giorno) per almeno tre settimane e la voce imparerà a non sforzarsi e a essere più chiara e comunicativa.

Ma scendiamo nei particolari e definiamo vocalizzo un canto eseguito su vocali (nel nostro caso su sillabe: gug, gag ecc.).

Ai lettori non musicisti consiglio di cercare su Internet qualche video con vocalizzi (basta digitare il termine vocalizzo su Google o un altro motore di ricerca) e di eseguirli in contemporanea, utilizzando però prima gug (da leggere come è scritto: gug), poi gag, poi mum (come è scritto), poi mam, poi nou (con l’accento sulla o: nòu), poi ney (pronuncia: nèi), infine na.

Istruzioni per i musicisti: scegliere una nota di partenza, eseguire il vocalizzo su una delle sillabe (gug oppure gag ecc.) e poi procedere di semitono in semitono ascendente; ripetere su ciascuna sillaba. Qualsiasi vocalizzo va bene.

Non so fino a quando saranno attivi, comunque riporto qui di seguito due link YouTube con i vocalizzi e la guida dello stesso Roger Love

(per le voci maschili)

(per le voci femminili)

Se non riusciamo a intonare correttamente? Non importa, basta svolgere comunque l’esercizio – ripeto – una volta al giorno per almeno tre settimane. In base alla mia esperienza – e a quella dei miei colleghi che hanno avuto la costanza di fare quanto veniva loro consigliato – basta un solo ciclo di ventuno giorni. Provare per credere: ne vale davvero la pena.

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