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Immissioni in ruolo 2018 flop: a nord vuoto 84% delle cattedre

di redazione

Dai resoconti sindacali dell’incontro svoltosi al Miur – Anief, infatti, nonostante la formale richiesta non ha ancora ricevuto l’informativa – apprendiamo che al 27 agosto è stato assunto in ruolo soltanto il 16,5% del personale docente al Nord, il 29,7% al Centro, il 46,7% al Sud.

Quale siano le motivazioni possiamo immaginarle: graduatorie ad esaurimento e di merito esaurite, ritardi nella pubblicazione delle nuove GRMA.

Basta autorizzare assunzioni dopo il primo settembre per coprire la cattedra con la nomina dei candidati inseriti nelle nuove GRMA, una volta pubblicate, e di quelli inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento, la cui apertura, attualmente, è prevista dal comma 3-quinquies all’art. 6 del disegno di legge di conversione del decreto legge n. 91 del 25 luglio 2018, licenziato dal Senato. Il testo sarà discusso presso la Camera dei Deputati l’11 settembre, giorno della manifestazione nazionale dei precari e del primo sciopero dell’anno scolastico indetto da Anief per il personale della scuola.

I ritardi, poi, sulla pubblicazione delle graduatorie d’istituto, portano ulteriore confusione nell’attribuzione dei più di centomila incarichi a tempo determinato che servono per far partire la scuola.

Da quando le graduatorie ad esaurimento sono esaurite, infatti, le scuole chiamano dalle graduatorie d’istituto che a differenze delle prime non sono provinciali e non sempre pertanto contengono i docenti necessari che hanno la possibilità di scegliere soltanto da 10 a 20 scuole in base al ciclo d’istruzione con la conseguenza di nomine deserte e alunni senza insegnanti.

Né va meglio per il personale ATA, dove per l’aggiornamento della terza fascia dove hanno presentato domanda migliaia di aspiranti si dovrò aspettare fino al 20 settembre.

Non si sa poi lo stato della nomina dei 9.838 collaboratori scolastici e Ata previsti.

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