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Idonei TFA sostegno al Ministro: chiediamo di poter partecipare in soprannumero

di Nino Sabella

Idonei TFA sostegno – Egregio Ministro, siamo i partecipanti alla selezione per il corso di specializzazione in sostegno didattico dell’Università degli Studi di Torino, ritenuti idonei ma in posizione non utile per l’ammissione ai corsi. Le scriviamo per non essere dimenticati, perché i nostri sforzi non siano vanificati, per ricevere da Lei la garanzia di poterci formare.

Abbiamo rincorso per mesi l’obiettivo di poter rientrare in questa quarta edizione del TFA sostegno. E’ stato difficile conciliare la vita privata e professionale con lo studio ma lo abbiamo fatto con abnegazione perché quello che vogliamo è formarci. Ci abbiamo creduto e abbiamo investito tutto ma siamo rimasti allo stallo. Adesso ci troviamo in una graduatoria che ci riconosce idonei a frequentare un corso a pagamento che ci permetta di specializzarci ma non siamo in posizione utile per essere ammessi. Ci rimane la nebulosa speranza di poterci iscrivere nella prossima edizione della specializzazione al sostegno didattico in sovrannumero. Attenderemmo così ancora un anno senza però alcuna garanzia che l’attuale decreto che la disciplina non sia modificato facendo svanire anche questa possibilità.

L’iter che ci ha portato a essere ritenuti idonei è stato lungo e laborioso. Abbiamo dovuto affrontare tre prove concorsuali, confrontandoci con migliaia di candidati. Il tutto perché riteniamo che sia una priorità garantire agli alunni della scuola italiana e alle loro famiglie un percorso educativo efficiente, motivante e inclusivo, nel quale diviene cruciale la presenza di un sostegno didattico responsabilmente esercitato da personale specializzato, così come la normativa italiana stabilisce. Invece, torneremo nelle aule senza che ci sia stata data la possibilità di specializzarci, nonostante una commissione esaminatrice abbia valutato positivamente il nostro iter concorsuale stabilendo la nostra idoneità a frequentare il corso. Ci troviamo fuori dalla rosa degli ammessi per pochi punti in meno rispetto ai colleghi in posizione utile, alcuni non sono stati ammessi per mera questione anagrafica. Ci siamo dovuti scontrare con un ostacolo insormontabile: il numero di posti disponibili.

La Regione Piemonte ha un estremo bisogno di personale specializzato sul sostegno; ogni anno sono convocati come supplenti migliaia d’insegnanti non specializzati, proprio perché non ce ne sono in possesso della specializzazione. A fronte di questa situazione, l’Università degli studi di Torino, unica istituzione universitaria in questa regione a erogare il corso, ha bandito soltanto 200 posti distribuiti nei diversi gradi d’istruzione. Questa è una situazione limite di una contraddizione riscontrata a livello nazionale. A tal proposito, il TAR del Lazio, con provvedimento cautelare d’urgenza, emanato il 23 aprile 2019, ravvisava le incongruenze riguardanti il numero esiguo di posti per la frequenza del cd. TFA Sostegno, rilevando come il Miur abbia attivato solo 14.000 posti a fronte di ben 51.107 insegnanti senza titolo di specializzazione assegnati ad alunni disabili nell’anno scolastico 2018/19, rilevando altresì come la distribuzione dei pur esigui posti fosse assolutamente incoerente rispetto alle effettive necessità e richiedendo un riesame della situazione.

E’ di questi giorni la notizia dell’attivazione di un PAS per acquisire l’abilitazione disciplinare che probabilmente porterà molti insegnanti ora impegnati su posto di sostegno a compiere la scelta di abilitarsi nella propria specifica classe d’insegnamento, il che potrebbe rendere il quadro di urgenza sul sostegno ancora più problematico. L’attivazione del PAS è una scelta comprensibile e necessaria. E’ giusto che chi insegna da tanti anni non viva più la svilente esperienza del precariato. L’abilitazione sulla disciplina dei colleghi che possiedono i requisiti per accedere ai percorsi abilitanti speciali, però, rischia di creare una situazione paradossale. Si verificherà una condizione nella quale avremo dei docenti che, poiché abilitati, si troveranno in II fascia nelle graduatorie di circolo e d’istituto.

I meccanismi vigenti di attribuzione degli incarichi temporanei daranno la precedenza ai docenti di II fascia anche su posto di sostegno, rispetto agli idonei non vincitori iscritti in III fascia o non presenti nelle graduatorie di circolo e d’istituto. Questa situazione porterà inevitabilmente ad attribuire supplenze su sostegno prioritariamente a docenti non specializzati lasciando indietro, nella scelta che le istituzioni scolastiche sono obbligate a rispettare, gli idonei non vincitori. Ancora una volta, non sarà garantito agli alunni e alle loro famiglie il diritto ad avere personale specializzato nei bisogni educativi speciali, nonostante in tutta Italia si stiano progressivamente definendo delle graduatorie di persone ritenute idonee alla specializzazione sul sostegno didattico e motivate a frequentare i corsi.

In virtù di tutte queste considerazioni, associandoci alle richieste che le sono state inoltrate dai nostri colleghi idonei non vincitori di Napoli,
CHIEDIAMO l’immediata possibilità di iscriverci ai corsi di specializzazione di prossima partenza, grazie ad una misura straordinaria che consenta l’ampliamento dei posti disponibili. In alternativa, la tempestiva attivazione di un nuovo corso, con l’inserimento di un emendamento al “Decreto Crescita” riservato ai candidati risultati idonei ma non vincitori che consenta di conseguire la specializzazione per il sostegno didattico entro il termine dell’anno scolastico 2019/2020. Auspichiamo, inoltre, qualora il Ministero non riesca a garantire quanto da noi richiesto, la certezza di poterci iscrivere in sovrannumero alla prossima e già annunciata edizione del TFA sostegno.

Confidando nella Sua sensibilità e nel Suo impegno a voler garantire degli insegnanti formati e specializzati agli alunni disabili e alle loro famiglie, restiamo in attesa di un suo riscontro e di soluzioni e garanzie concrete.

Distinti Saluti
Gli idonei TFA Sostegno dell’“Università degli studi di Torino”

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