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I comportamenti inadeguati degli alunni: strategie, azioni e interventi

di Giuseppe Sferrazzo

Il compito più complicato e fastidioso per un insegnante? Senza dubbio quello di prevenire e disattivare i comportamenti inadeguati dei suoi discenti.

Questo momento è vissuto come uno dei più difficoltosi e ingrati in assoluto perché, nella maggior parte dei casi, si pensa che i giovani abbiano chiaro il codice di comportamento in classe. Il sistema quasi comportamentista delle “punizioni e del rinforzo” sembra poter bastare. Purtroppo non è affatto così.

La Scuola è caratterizzata da una molteplicità di fattori, sia interni che esterni; se a questo sommiamo l’enorme e crescente complessità sociale che si sta delineando, possiamo concludere che la gestione della classe per gli educatori sta diventando davvero difficoltosa.

Il docente dovrebbe, prima di tutto, aver chiaro il significato del proprio ruolo e poi le modalità più efficaci per veicolare in modo appropriato i contenuti della didattica nel contesto-classe.

Ebbene uno dei momenti “relazionali” di maggiore importanza è proprio quello della gestione delle condotte inadeguate degli studenti. Questi ultimi sanno, in linea generale, quali atteggiamenti provocano ansia e criticità nella classe… ma spesso non conosce “i limiti” entro i quali si può muovere con le relazioni critiche. Non sa bene quali atteggiamenti l’educatore accetterà e quali invece saranno osteggiati. Si delinea una potenziale sfida tra due soggetti, insegnante e discente.

Il compito primario dell’educatore, come protagonista del sistema educativo, è proprio quello di chiarire agli studenti regole e procedure; queste ultime sono norme definite e condivise in modo chiaro e preciso, in modo tale che possano caratterizzare ogni ambiente educativo… senza possibilità di essere travisate.

A proposito di regole e procedure, molto spesso l’aspetto  maggiormente trascurato è quello della condivisione. Per essere efficaci bisogna puntare sulla condivisione massima (con i discenti) e sulla loro specificità (devono richiedere chiaramente qualcosa). E’ molto importante, sempre per la buona riuscita delle attività di gestione dei comportamenti inadeguati, che anche le famiglie possano essere coinvolte.

Ecco la definizione di alcune tra le principali “regole e procedure” che i giovani studenti devono conoscere in modo chiaro:

Le regole che possono essere condivise nel “sistema-classe”:

– chiedere il permesso per utilizzare i materiali didattici dei compagni
– terminare le attività didattiche
– avere con sé i materiali didattici essenziali
– chiedere l’aiuto dell’insegnante quanto si incontrano delle difficoltà nello sviluppo delle attività
– rispettare i turni di parola nelle interazioni

Le procedure che possono essere condivise nel “sistema-classe”:

– modalità di utilizzo degli spazi interni ed esterni alla classe
– modalità di lavoro all’interno del gruppo di classe
– modalità di comportamento all’ingresso, all’uscita, durante la ricreazione o con visitatori esterni

Regole e procedure vanno condivise per inserirle in un sistema educativo e relazionale positivo che, per quanto possibile, spinga a maturazione i principi della socialità del futuro cittadino, oggi solo giovane studente. Allo stesso tempo procedure e regole che siano chiare e alla portata dei discenti facilitano enormemente la didattica.

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