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Visite specialistiche fuori regione, si può. Vediamo come

di Paolo Pizzo

Il CCNL/2007 non regolamenta in maniera specifica le visite specialistiche, per sottoporsi alle quali il dipendente ha tre possibilità

  1. Assentarsi per motivi di salute (art. 17), presentando al rientro un certificato che attesti l’effettuazione della visita stessa;
  2. Chiedere un giorno di permesso retribuito per motivi personali (art. 15);
  3. Chiedere un permesso breve (art. 16).

Giova ricordare che il TAR Lazio, con sentenza n. 5714 pubblicata in data 17 aprile 2015, annulla la circolare della FP n. 2/2014 ribadendo il principio che l’assenza per  effettuare visite specialistiche, terapie accertamenti diagnostici è ben diversa dall’assenza per motivi personali/familiari.

Pertanto si può ricorrere all’assenza per malattia la cui discrezionalità non è in capo all’Amministrazione, la quale non può limitare il dipendente o costringerlo alla fruizione di permessi che per loro natura sono diversi dall’istituto della malattia.

Il ricorso all’uno o all’altro istituto dipende dalle circostanze concrete, tra cui anche la durata dell’assenza, dalle valutazioni del dipendente e del medico competente (che redige il certificato o la prescrizione).

Dopo la sentenza del TAR sopra citata, l’unico riferimento attualmente in vigore è l’art.55-septies, comma 5-ter, del D.Lgs.n.165/2001 il quale stabilisce:

Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione”.

In base a tale normativa, come evidenziato anche dalla circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica n.10/2011 (anche quest’ultima circolare rimane in vigore annullata quella successiva dal TAR), ai fini della giustificazione dell’assenza per visite o prestazioni specialistica come assenza per malattia è

sufficiente la presentazione da parte del dipendente della semplice attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura anche privati che le hanno effettuate, senza alcun ulteriore adempimento o formalità aggiuntive (la giustificazione, ad esempio, che le medesime potevano essere effettuate solo in orari coincidente con quello di lavoro).

Il lavoratore può quindi imputare a malattia la visita presentando poi la certificazione rilasciata dalla struttura come disposto dalla legge citata.

Cosa fare nel caso la visita specialistica sia fuori Regione e sono quindi necessari dei giorni per il viaggio?

In questo caso i giorni di viaggio possono anch’essi essere imputati a malattia: ciò è stato previsto dalla Circolare Ministeriale n. 301/1996 (tuttora di riferimento) la quale aveva disposto che il dipendente ha diritto ad assentarsi per il tempo strettamente necessario all’effettuazione della prestazione sanitaria, ivi compresi i giorni eventualmente richiesti per il viaggio.

Pertanto, nel caso in cui la struttura pubblica o privata si trovi in un’altra città e il personale avesse bisogno dei giorni di viaggio per raggiungere la struttura, questi devono essere conteggiati e considerati a tutti gli effetti come “assenza per malattia” (se così decide il dipendente), ovvero come permesso per motivi familiari e personali (sempre che il dipendente intenda fruire di tali permessi).

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