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Valutare studenti DSA: dal piano di studi personalizzato, agli strumenti compensativi e dispensativi da utilizzare durante gli esami

di Nino Sabella

La valutazione degli allievi con disturbi specifici d’apprendimento, certificati ai sensi della legge n. 170/2010, avviene secondo quanto previsto nel piano didattico personalizzato (PDP).

Il PDP è predisposto, nella scuola secondaria di primo grado, dal consiglio di classe, come leggiamo nell’articolo 11 comma 9 del decreto sulla valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato:

“Per le alunne e gli alunni con disturbi specifici di apprendimento (DSA) certificati ai sensi della legge 8 ottobre 2010, n. 170, la valutazione degli apprendimenti, incluse l’ammissione e la partecipazione all’esame finale del primo ciclo di istruzione, sono coerenti con il piano didattico personalizzato predisposto nella scuola primaria dai docenti contitolari della classe e nella scuola secondaria di primo grado dal consiglio di classe.”

Le  istituzioni scolastiche, inoltre, adottano le necessarie misure dispensative e i necessari strumenti compensaviti previsti dalla legge n. 107/2010, affinché i predetti allievi dimostrino effettivamente il livello di apprendimento raggiunto.

I requisiti di ammissione alla classe successiva sono i seguenti:

  • frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato;
  • valutazione non necessariamente sufficiente in tutte le discipline, purché il Consiglio di classe ritenga che l’allievo abbia raggiunto, nell’insieme, un livello di conoscenze e competenze tali da poter essere ammesso (la valutazione, come suddetto, deve essere coerente con il piano didattico personalizzato).

I  requisiti di ammissione agli esami di Stato sono gli stessi di quelli sopra riportati, cui si aggiunge la partecipazione, nel mese di aprile, alla prova Invalsi.

Per lo svolgimento della prova Invalsi, il consiglio di classe può decidere di far utilizzare agli alunni con DSA adeguati strumenti compensativi, che siano coerenti con quanto previsto nel piano didattico personalizzato.

Gli alunni, dispensati dalla prova scritta di lingua straniera o esonerati dall’insegnamento della lingua straniera, non svolgono la prova di lingua inglese facente parte della prova Invalsi insieme alle discipline di italiano e matematica.

Nell’ambito degli esami di Stato, le Commissioni possono concedere agli alunni con DSA certificati tempi più lunghi per lo svolgimento delle prove scritte. Può essere, inoltre, consentito l’uso di di apparecchiature e strumenti informatici, a condizione che gli stessi siano stati impiegati per le verifiche in corso d’anno o comunque siano ritenuti funzionali allo svolgimento dell’esame.

L’utilizzo dei suddetti strumenti è consentito, a condizione che non venga pregiudicata la validità delle prove medesime.

Gli alunni, dispensati dalla prova scritta di lingua straniera, sostengono, in sede d’esame, una prova orale sostitutiva della prova scritta, i cui contenuti e le cui modalità sono stabiliti dalla Commissione.

Gli alunni con gravi disturbi d’apprendimento, in comorbilità con altri disturbi o patologie risultanti dal certificato diagnostico, sono esonerati dall’insegnamento delle lingue straniere, su richiesta della famiglia e conseguente approvazione del Consiglio di Classe. In tal caso, in sede d’esame, detti alunni sostengono prove differenziate, coerenti con il percorso svolto e che hanno valore equivalente ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma finale.

L’esito finale degli esami scaturisce dalla media, arrotondata all’unità superiore per frazioni pari o superiori a 0.5, tra il voto di ammissione e la media dei voti delle prove scritte e del colloquio. Il voto minimo per il superamento degli esami è pari a sei decimi.

Nel diploma finale e nelle tabelle affisse all’albo dell’ istituto non viene fatta menzione delle modalità di svolgimento e della differenziazione delle prove.

Scarica il testo del Decreto

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