Tecniche di evacuazione per disabili motori

di Natalia Carpanzano

Esistono diverse tecniche di trasporto di un alunno disabile in caso di evacuazione di emergenza dell’edificio che lo ospita. Ciò dipende dalla gravità della disabilità e dal numero di soccorritori presenti.

Esistono diverse tecniche di trasporto di un alunno disabile in caso di evacuazione di emergenza dell’edificio che lo ospita. Ciò dipende dalla gravità della disabilità e dal numero di soccorritori presenti.

Nel caso in cui si debba effettuare il trasporto del disabile da parte di una sola persona, il sollevamento in braccio è il metodo preposto da impiegare per il trasporto di una persona quando non ha molta forza nelle gambe, ma è pur sempre collaborante. È questo un trasporto sicuro se il trasportato pesa molto meno di chi la trasporta.

Se ci si trova nel caso di un trasporto da parte di due persone, ciò avviene quando sia necessario movimentare una persona che non può utilizzare gli arti inferiori, ma che in ogni caso è in grado di cooperare.

La tecnica può essere riassunta così:  due persone si pongono a fianco dell’ individuo da trasportare, ne afferrano le braccia e le avvolgono attorno alle loro spalle, afferrano l’avambraccio del partner, congiungono le braccia sotto le ginocchia della persona da soccorrere ed uno afferra il polso del partner, entrambe le persone devono piegarsi verso l’interno vicino al trasportato e sollevarlo coordinando tra loro le azioni di sollevamento in modo da non far gravare in modo asimmetrico il carico su uno dei soccorritori.
Il beneficio di questa tecnica di trasporto è che i due soccorritori possono sollevare una persona il cui peso è lo stesso od anche superiore a quello del singolo trasportatore.

Nel caso in cui il soccorso preveda la discesa di scale, il soccorritore deve mettersi dietro alla carrozzella ed afferrare le due impugnature di spinta, dovrà quindi inclinare la sedia a ruote stessa all’indietro di circa 45° e cominciare a scendere guardando in avanti.

l soccorritore si posizionerà un gradino più in alto della sedia, lasciando scendere le ruote posteriori gradualmente da un gradino all’altro, tenendo sempre la seggiola leggermente piegata all’indietro.

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