Sintomatologia depressiva insegnanti. Accertamento medico in CMV: istruzioni per l’uso

di Vittorio Lodolo D'Oria

Grazie al caso che stiamo ora per leggere, ci imbattiamo nuovamente nella sintomatologia depressiva tipica della patologia professionale negli insegnanti.

Grazie al caso che stiamo ora per leggere, ci imbattiamo nuovamente nella sintomatologia depressiva tipica della patologia professionale negli insegnanti.

Come affrontarla quando già si trova in stato avanzato? Proviamo a superare le perplessità della protagonista, dando una risposta esauriente e utile a Laura (nome di fantasia) e a tutti coloro che dovessero sottoporsi ad accertamento medico in CMV (Commissione Medica di Verifica), per loro o altrui scelta.

La lettera

Gentile dottore,

sono Laura, la docente che nel trascorso anno scolastico l'ha disturbata diverse volte per sottoporle i fatti verificatisi in seguito ad uno schiaffetto dato ad un alunno e chiederle  consiglio su come agire. Mi permetto di disturbarla per l'ennesima volta per raccontarle quanto mi è accaduto nel corrente anno scolastico. Come ricorderà, ho trascorso l'estate ad esaminare scartoffie varie per difendermi da un procedimento disciplinare che la mia dirigente scolastica auspicava fosse preso nei miei confronti dall'USR e che si è concluso con un'archiviazione. 

Le lascio immaginare con quale stato d'animo e in quali condizioni psico-fisiche io abbia iniziato il corrente anno scolastico nella stessa sede, non avendo avuto l'assegnazione provvisoria che avevo richiesto, con la stessa dirigente e gli stessi colleghi dell'anno precedente, che col loro comportamento mi hanno inferto delle ferite che difficilmente riuscirò a rimarginare.

Ho resistito fino a inizio ottobre, dopo di che sono stata costretta a mettermi in malattia per il sopraggiungere di una crisi depressiva particolarmente violenta, che è durata circa quattro mesi (ho dovuto cambiare terapia perché quella che facevo si è rivelata inefficace) e mi ha costretto alle solite cure a base di antidepressivi ed ansiolitici, che ad un certo punto ho dovuto sospendere su consiglio dello psichiatra che mi segue, perché incominciavo ad avere sintomi di ipomaniacalità. 

In questo periodo di riposo ho avuto modo di riflettere sulle mie prospettive future ed ho preso una decisione che meditavo da diversi anni e che mi è sembrato non fosse più rinviabile soprattutto dopo l'esperienza vissuta.

Ho chiesto di essere sottoposta a visita collegiale per il riconoscimento dell'inabilità al servizio e mi sono presentata all'appuntamento accompagnata dal medico di parte.

La CMV, con nostro enorme stupore, è risultata costituita da un'unica dottoressa (che abbiamo poi scoperto essere una gastroenterologa), che ha preso visione dei documenti medici da me prodotti, scartando accuratamente quelli compilati da medici privati, e tenendo copia soltanto di quelli dei C.S.M. pubblici (Centro di Salute Mentale) di zona. La documentazione attestava la mia patologia psichiatrica (depressione maggiore cronica) e la conseguente necessità di cure a tempo indeterminato.

Dopo avermi fatto qualche domanda sulla mia patologia e chiesto se avessi l'invalidità ovvero se avessi subito ricoveri in ambiente psichiatrico, la dottoressa mi ha domandato perché avessi chiesti l'inabilità a qualsiasi proficuo lavoro anziché l'inidoneità all'insegnamento, con la possibilità di essere destinata ad altri compiti (ad esempio la biblioteca). Le ho risposto che la prospettiva della biblioteca non mi attirava per niente ed, avendo maturato con quest'ultimo anno scolastico quaranta anni di insegnamento, preferivo andare in pensione. Mi ha risposto che la CMV non aveva il potere di abbuonarmi degli anni per mandarmi in pensione prima del previsto e che la mia richiesta sarebbe verosimilmente stata respinta. Comunque la decisione presa mi sarebbe stata comunicata tramite scuola. Il verdetto della commissione è stato infatti il seguente: non inabile.

La decisione risulta essere stata presa all'unanimità dai tre membri  della suddetta commissione, due dei quali non ho avuto il piacere di conoscere.

Rimango in fiduciosa attesa dei suoi preziosi consigli e tenga conto che sono fermamente intenzionata a fare ricorso e a denunciare l'illegalità sfacciata di cui siamo stati testimoni io e mia cognata. Cordiali saluti. Laura

Sono veramente tante le considerazioni da fare su questa lettera e cominceremo da quelle di carattere generale per poi dare risposte puntuali ai quesiti tecnici.

  • Abbiamo potuto vedere come una grave sintomatologia depressiva sia ancora una volta la protagonista. Questa matura sì in ambiente scolastico, ma vede una forte accelerazione, in senso peggiorativo, grazie alle relazioni conflittuali che usurano la persona fino allo stremo, nonché alla perdita della capacità del controllo degli impulsi (episodio dello schiaffo all’alunno). I conflitti bruciano energie psicofisiche e spesso sfociano in contenziosi legali che arrecano un danno economico aggiuntivo.
  • Le cure mediche per la depressione richiedono tempi lunghi e un’attenta osservazione da parte dello specialista (spesso ignaro delle malattie professionali degli insegnanti) che deve trovare la giusta terapia farmacologica o psicoterapica individualizzata. E’ strettamente consigliabile abbandonare, almeno momentaneamente, i contenziosi per poter recuperare le energie almeno necessarie ad affrontare la vita quotidiana.
  • La domanda di accertamento medico in CMV può essere inoltrata dal lavoratore in ogni momento e senza limiti: trattasi infatti di un formidabile strumento per tutelare la salute del lavoratore stesso. La persona può essere assistita a proprie spese da un medico di fiducia. Anche il datore di lavoro (dirigente scolastico) può richiedere l’accertamento medico d’ufficio per il suo docente: questi sarà tenuto a presentarsi a visita collegiale anche se contrario al provvedimento. Il docente che non si presenti a visita collegiale per due volte consecutive, senza giustificazione adeguata, è passibile di licenziamento.
  • Solitamente la CMV opera così: un solo medico effettua la visita, mentre il provvedimento viene assunto collegialmente in un secondo momento – a CMV riunita – quando sarà espressa l’unanimità o meno della decisione.
  • Ai fini del giudizio della CMV sono ritenuti validi solo i certificati medici di provenienza dalle strutture pubbliche.
  • La CMV è tenuta a valutare unicamente le condizioni di salute in merito al lavoro svolto e non può assolutamente assumere decisioni che non le competono. L’anzianità di servizio, che è di per sé materia previdenziale, non può dunque rientrare tra i criteri di giudizio, della CMV, utili invece a formulare un provvedimento squisitamente medico.
  • Nel caso in esame la CMV avrebbe probabilmente espresso un giudizio di inidoneità temporanea o permanente all’insegnamento (non di certo un’inabilità a qualsiasi proficuo lavoro), tuttavia l’opposizione di Laura ha verosimilmente orientato il collegio medico al provvedimento di “non inabilità”.

Resta ora la speranza che Laura faccia buon uso dei suddetti consigli, rifuggendo da ulteriori conflitti personali e contenziosi legali, dedicando invero le proprie energie e risorse economiche alla miglior causa rappresentata dal suo benessere.

www.facebook.com/vittoriolodolo

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