Sicurezza. L’oggetto della valutazione dei rischi: i comportamenti degli studenti

di Natalia Carpanzano

L’analisi dei rischi finalizzata alla valutazione deve riguardare, oltre agli aspetti strutturali e organizzativi, le attività relative a tutti i soggetti scolastici, compresi gli allievi.

L’analisi dei rischi finalizzata alla valutazione deve riguardare, oltre agli aspetti strutturali e organizzativi, le attività relative a tutti i soggetti scolastici, compresi gli allievi.

Un’attenzione specifica dovrà essere posta alla variabile che più spesso  contribuisce al dar luogo a incidenti, a scuola come negli altri ambiti di lavoro, quella dei comportamenti, a loro volta più spesso correlabili a carenze nella formazione o anomalie organizzative.

Dopo aver segnalato i problemi relativi agli edifici all’Ente proprietario (Comune o Provincia che sia), il Dirigente Scolastico deve “rassegnarsi” al fatto che i tempi necessari per la messa a norma di strutture e impianti siano, a causa delle procedure burocratiche e dell’ impegno economico  richiesto, in genere consistenti.

Inoltre, considerando che alcune condizioni di rischio non sono eliminabili (attività di  laboratorio, palestra, ecc.) e che gli allievi hanno fisiologicamente comportamenti a rischio, il processo di valutazione dei rischi dovrà focalizzare l’attenzione sulle modalità con cui i soggetti coinvolti interagiscono con i potenziali contesti di rischio presenti e il loro grado di adesione alle regole e alle procedure di sicurezza.

Se prendiamo in considerazione i  “soggetti”  coinvolti nella valutazione dei rischi dobbiamo necessariamente tenere in conto variabili di diversa natura, peraltro in parte richiamate dal D.Lgs. 81/08, quali stress lavoro- correlato, differenza di genere, differenza di età, provenienza da altri Paesi, potenziali fattori di rischio supplementare presenti significativamente nella scuola. A questi aspetti dedicheremo una apposita dissertazione.

Durante l’analisi del rischio occorre tenere in considerazione le rappresentazioni che il personale, gli allievi e le famiglie degli allievi hanno dei rischi presenti nell’istituto, talvolta indotta da informazioni allarmistiche non sempre coincidenti con dati oggettivi riscontrati nella situazione specifica e talvolta sovrastimando gli esiti del fattore di rischio in causa (es. presenza di amianto non danneggiato e quindi non pericoloso nelle coperture dell’edificio).

Da considerare anche la frequente “sottostima” del rischio degli allievi in età adolescenziale e la “percezione del rischio” che gli stessi hanno: ciò condiziona inevitabilmente  il livello di rischio presente e rappresenta un elemento importante su cui tarare gli interventi di formazione.

Natalia Carpanzano si occupa di sicurezza sul lavoro da diversi anni, prima in Emilia Romagna e poi in Sicilia, svolgendo consulenze per Istituti Scolastici di ogni ordine e grado e per aziende private di medie e grandi dimensioni. All’attività propria della consulenza si affianca quella della formazione, con corsi specializzati per i dipendenti ed i preposti, e quella della progettazione europea, con la partecipazione a bandi nel campo ambientale e della formazione. Attualmente ricopre il ruolo di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione in diversi Enti pubblici e privati e nel tempo libero è una ambientalista convinta e componente del Direttivo Regionale di Legambiente Sicilia.

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