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Riforma istituti professionali: la valutazione degli studenti e i titoli finali

di Giovanna Onnis

La revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, come stabilita nel Decreto Legislativo n.61/2017, in sintonia con quanto stabilito nei commi 180 e 181 della Legge 107/2015, non prevede, per il prossimo anno scolastico, alcuna modifica in relazione alla valutazione e ai titoli finali previsti e disciplinati nel DPR n.87/2010.

Il succitato decreto, come stabilisce l’art.13 comma 1 del recente Decreto Legislativo n.61/2017, sarà abrogato a decorrere dall’anno scolastico 2022/23. Nello specifico le disposizioni transitorie e finali, disciplinate nell’art.14 comma 1, stabiliscono quanto segue:

Il decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87, e successive modificazioni, continua ad applicarsi esclusivamente:

a) per l’anno scolastico 2018/2019, per le classi dalla seconda alla quinta

b) per l’anno scolastico 2019/2020, per le classi dalla terza alla quinta

c) per l’anno scolastico 2020/2021, per le classi dalla quarta alla quinta

d) per l’anno scolastico 2021/2022, per le sole classi quinte

Per il prossimo anno, quindi, rimane sempre valido l’art.6 del succitato DPR n.87/2010 avente come oggetto la valutazione periodica e finale e i titoli finali che gli studenti possono conseguire nei percorsi di istruzione professionale.

Ai fini della valutazione e dei titoli finali, per il prossimo anno rimangono ancora validi, per le classi dalla seconda alla quinta, i percorsi e indirizzi previsti nel DPR n.87/2010, in quanto i nuovi indirizzi, articolati, secondo le disposizioni del Decreto Legislativo n.61/2017, art.3 comma 1, saranno attivati il prossimo anno scolastico, chiaramente, solo per le classi prime.

Ai fini della valutazione periodica e finale per le classi dalla seconda alla quinta, i percorsi degli Istituti Professionali sono quelli indicati nel DPR n.87/2010 e riguardano quindi due settori specifici:

  • Industria e Artigianato
  • Servizi

Ciascun settore si articola in diversi indirizzi come esplicitato nel DPR n.87/2010, nell’art.3 per il settore dei Servizi e nell’art.4 per il settore Industria e Artigianato.

Nello specifico sono individuati per il settore Servizi i seguenti indirizzi:

a) Servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale

b) Servizi socio-sanitari

c) Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità’ alberghiera

d) Servizi commerciali

Per il settore Industria e Artigianato gli indirizzi individuati sono:

a) Produzioni industriali ed artigianali

b) Manutenzione e assistenza tecnica

Ai fini della valutazione periodica e finale per le classi prime, invece, gli indirizzi di studio, come stabilito nell’art.3 comma 1 del Decreto Legislativo n.61/2017, sono i seguenti:

a) Agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane

b) Pesca commerciale e produzioni ittiche

c) Industria e artigianato per il Made in Italy

d) Manutenzione e assistenza tecnica

e) Gestione delle acque e risanamento ambientale

f) Servizi commerciali

g) Enogastronomia e ospitalità alberghiera

h) Servizi culturali e dello spettacolo

i) Servizi per la sanità e l’assistenza sociale

l) Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico

m) Arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico

Ciascuno degli indirizzi di studio compresi nei percorsi che caratterizzano gli Istituti Professionali, determinano il conseguimento di un titolo di studio specifico e specialistico relativamente al corso di studi seguito e per il quale si è sostenuto l’esame di Stato.

Ciascuno degli indirizzi previsti determina, quindi, negli istituti nei quali sono attivati, il conseguimento di un titolo di studio specifico e specialistico.

Tutti gli indirizzi attivabili negli Istituti Professionali si concludono, quindi, con un esame di Stato secondo le vigenti disposizioni sugli esami conclusivi dell’istruzione secondaria superiore.

Le prove per la valutazione periodica e finale e per gli esami di Stato sono definite in modo da accertare la capacità dello studente di utilizzare i saperi e le competenze acquisiti nel corso degli studi anche in contesti applicativi. A tal fine, con riferimento a specifiche competenze relative alle aree di indirizzo, le commissioni di esame si possono avvalere di esperti del mondo economico e produttivo con documentata esperienza nel settore di riferimento.

Al superamento dell’esame di Stato conclusivo dei percorsi degli Istituti Professionali viene rilasciato il diploma di istruzione professionale, indicante l’indirizzo seguito dallo studente e le competenze acquisite, anche con riferimento alle eventuali opzioni scelte.

Il predetto diploma, come chiarisce l’art.6 comma 4 del DPR n.87/2010, costituisce titolo necessario per l’accesso all’università ed agli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica, agli istituti tecnici superiori e ai percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, così come indicato nelle Linee Guida adottate con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25 gennaio 2008, fermo restando il valore del diploma medesimo a tutti gli altri effetti previsti dall’ordinamento giuridico.

Nel recente Decreto Legislativo n.61/2017 viene stabilita la possibilità, per gli studenti interessati, di effettuare il passaggio tra i percorsi di istruzione professionale e i percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) e viceversa, percorsi compresi nel repertorio nazionale dell’offerta di istruzione e formazione professionale, come previsti negli accordi in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 29 aprile 2010, del 27 luglio 2011 e del 19 gennaio 2012

Nell’art.8 del succitato decreto si sottolinea che tali passaggi “costituiscono una delle opportunità che garantiscono agli studenti la realizzazione di un percorso personale di crescita e di apprendimento, in rapporto alle proprie potenzialità, attitudini ed interessi, anche attraverso la ridefinizione delle scelte, senza disperdere il proprio bagaglio di acquisizioni

Il passaggio tra i due percorsi, come chiariscono i commi 4 e 5 dello stesso art.8, e’ effettuato esclusivamente a domanda da parte degli studenti, nei limiti delle disponibilità di posti nelle classi di riferimento delle istituzioni scolastiche e formative.

Il passaggio tiene conto dei diversi risultati di apprendimento e dello specifico profilo di uscita dell’ordine di studi e dell’indirizzo, riferiti al percorso al quale si chiede di accedere anche nel caso in cui gli studenti siano già in possesso di ammissione all’annualità successiva del percorso di provenienza. La determinazione dell’annualità di inserimento è basata sul riconoscimento dei crediti posseduti, sulla comparazione tra il percorso di provenienza e quello cui gli studenti chiedono di accedere, nonché sulle loro effettive potenzialità di prosecuzione del percorso.

Gli studenti, conseguita la qualifica triennale, possono chiedere di passare al quarto anno dei percorsi di istruzione professionale oppure di proseguire il proprio percorso di studi con il quarto anno dei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) sia presso le istituzioni scolastiche sia presso le istituzioni formative accreditate per conseguire un diploma professionale di tecnico, come indicato nell’articolo 17 del Decreto Legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, compreso nel repertorio nazionale dell’offerta di istruzione e formazione professionale.

I diplomi di istruzione professionale, rilasciati in seguito agli esami di Stato conclusivi dei relativi percorsi quinquennali, le qualifiche e i diplomi professionali rilasciati in seguito agli esami conclusivi dei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP), rispettivamente di durata triennale e quadriennale, sono titoli di studio tra loro correlati nel Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali di cui all’ art.8 del Decreto Legislativo 16 gennaio 2013, n. 13

Tutto sulla riforma degli istituti professinali

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